16 aprile 2021 ore: 14:32
Non profit

Povertà e disoccupazione, a Padova e Rovigo al via il progetto “Vali”

A ideare e sostenere l’iniziativa è la Fondazione Cariparo con 3 milioni di euro. Tra i partner anche il Csv di Padova e Rovigo. Obiettivo: accompagnare le persone in difficoltà verso un’uscita duratura dalla condizione di povertà
progetto Vali padova
PADOVA - Accompagnare le persone in stato di povertà o emarginazione verso un’uscita il più possibile duratura dalla loro condizione, migliorandone l’occupabilità e agendo sulle cause del disagio. È questo l’obiettivo del progetto Vali, ideato e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e realizzato in collaborazione con Irecoop Veneto e la la partnership del Centro di servizio per il volontariato di Padova e Rovigo. “Dopo 12 anni di impegno con il Fondo Straordinario di Solidarietà per il Lavoro, un progetto che si è distinto a livello nazionale ispirando anche altre Fondazioni bancarie - si legge sul sito della Fondazione Cariparo -, ci siamo resi conto che era necessario individuare soluzioni e strumenti diversi, perché il contesto nel frattempo è diventato molto più complesso”.
 
A sostegno del progetto, la Fondazione ha stanziato 3 milioni di euro “per un intervento unico nel suo genere - sottolinea Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo -, che sperimenterà un approccio innovativo al reinserimento lavorativo”. Una delle conseguenze più preoccupanti della crisi economico-finanziaria che ha caratterizzato l’economia di tutti i paesi industrializzati negli ultimi anni è la disoccupazione, spiega la Fondazione sulle pagine del progetto. “Un’emergenza che adesso, a causa della pandemia, rischia di assumere dimensioni ancora più preoccupanti. La disoccupazione colpisce non solo la dimensione professionale ma anche quella psicologica ed esistenziale di una persona. Ecco perché è fondamentale accompagnare chi ha perso il lavoro e si trova in stato di povertà e/o emarginazione verso un’uscita il più possibile duratura da questa condizione, offrendo nuove opportunità occupazionali e agendo sulle cause del disagio”.
 
Vali è l’acronimo di valore, autonomia, lavoro e inclusione, spiega Roberto Saro, segretario generale Fondazione Cariparo. “Differisce dal vecchio fondo di solidarietà in quanto vuole focalizzare l’attenzione sul singolo individuo - spiega Saro -, accompagnandolo in un percorso di crescita a tutto tondo che tenga conto delle sue capacità, competenze ed esperienze professionali per poterle declinare in una logica di ricollocamento nel mondo del lavoro. Questo deve affiancarsi ad un’attenzione a un ascolto di quello che il mondo del lavoro richiede al fine di poter mettere assieme le due prospettive”.
 
È questa doppia attenzione ai soggetti fragili e alle necessità delle aziende a caratterizzare il progetto. “Dopo un’analisi capillare sul territorio per mappare le categorie di soggetti in condizioni di svantaggio e i relativi servizi/aiuti di cui attualmente possono usufruire, saranno individuate le aziende che possono gestire più efficacemente l’inserimento lavorativo - spiega il sito della Fondazione -. Al centro del progetto verrà messo il lavoro sul singolo individuo, che sarà accompagnato in un percorso di crescita". Nel nuovo progetto, infatti, saranno coinvolte le istituzioni del territorio che hanno lavorato al nostro fianco per il Fondo di Solidarietà. Prime fra tutte, le Caritas delle Diocesi di Padova, Adria-Rovigo e Chioggia, i cui volontari hanno svolto per il Fondo un ruolo preziosissimo e insostituibile, le Camere di Commercio delle due province, i Comuni capoluogo, il Csv di Padova e Rovigo e Veneto Lavoro.
 
Chi può partecipare? Secondo quanto si legge sul sito della Fondazione, la partecipazione al progetto è riservata ai residenti o domiciliati nelle province di Padova e Rovigo che nell’ultimo anno non hanno lavorato per più di 6 mesi con contratti di lavoro subordinato e parasubordinato o lavoratori autonomi con reddito inferiore a 4.800 euro annui. I partecipanti dovranno, inoltre, essere in possesso della cittadinanza comunitaria o regolare permesso di soggiorno che autorizza a lavorare, ad eccezione dei richiedenti protezione internazionale; dell’iscrizione al Centro per l’impiego, avere un Isee inferiore a 20.000 euro e rispondere ad altre condizioni particolare indicate sul sito. 
 
Si tratta di un progetto più piccolo rispetto a quello realizzato negli anni passati, spiega Alberto Bortolami della Fondazione Cariparo.  “Non si parla di decine di migliaia di persone, ma siamo nell’ordine delle centinaia di persone - aggiunge -. Abbiamo scelto di indirizzarci ad un numero più piccolo per investire un po’ di più sull’autonomia. Meno persone, ma progetti più sartoriali e focalizzati. Nel momento in cui domanda e offerta di lavoro si incontrano e la persone viene inserita in azienda, un tutor aiuterà l’azienda nel periodo di inserimento lavorativo”. 
 
Per Emanuele Alecci, presidente del Csv di Padova e Rovigo si tratta di un progetto che vuole “intervenire in situazioni di fragilità lavorativa di molte persone” e il mondo del volontariato è “uno di quei soggetti che in qualche modo potrà essere un attore in questa progettualità. Questo progetto potrà essere un punto di riferimento importante se veramente ci metteremo vicini a queste persone che si trovano in difficoltà. Credo che sia importante che il volontariato possa contribuire a questo percorso di liberazione”.
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