30 aprile 2019 ore: 11:52
Disabilità

Imparare il Braille con i mattoncini Lego

Sempre meno bambini imparano il codice ma “chi lo usa è più indipendente, ha livelli di educazione più alti e maggiori possibilità di trovare lavoro”. Nel kit Braille Bricks che uscirà nel 2020 ci sono 250 mattoncini con alfabeto, numeri, simboli matematici e giochi interattivi

BOLOGNA – Imparare il Braille giocando con i Lego. È il progetto di Fondazione Lego e Gruppo Lego per aiutare i bambini ciechi o con disabilità visive a imparare il codice Braille, utilizzando un kit di mattoncini Lego realizzati ad hoc. Proposto per la prima volta alla Fondazione Lego nel 2011 dall'Associazione danese Ciechi e nuovamente nel 2017 dalla brasiliana Dorina Nowill Foundation for the blind, il concept dei mattoncini in Braille è stato sviluppato insieme alle associazioni delle persone cieche di Danimarca, Brasile, Regno Unito e Norvegia, Paesi in cui i prototipi sono in fase di sperimentazione. “Con centinaia di audiolibri e programmi informatici disponibili, sono sempre meno i bambini che imparano il Braille – dice Philippe Chazal della European Blind Union – Ciò è particolarmente grave se teniamo conto del fatto che chi usa il Braille è spesso più indipendente, ha livelli di educazione più alti e migliori opportunità lavorative. I Braille Bricks potranno aumentare l'interesse nell'imparare il codice, siamo felici che la Fondazione Lego stia lavorando per svilupparli e renderli disponibili ai bambini di tutto il mondo”. I Lego Braille Bricks sono in fase di sperimentazione in danese, norvegese, inglese e portoghese, ma a breve saranno testati anche in tedesco, spagnolo e francese. Il lancio del kit finale è previsto per il 2020: conterrà circa 250 mattoncini con alfabeto, numeri da 0 a 9, simboli matematici e giochi interattivi.

I mattoncini Lego saranno modellati con lo stesso numero di borchie usate per le lettere e i numeri nell'alfabeto Braille, rimanendo compatibili con tutti gli altri mattoncini usati per giocare. Su ognuno sarà anche stampato un carattere o una lettera per fare in modo che possa essere utilizzato anche da insegnanti, studenti e familiari. Al progetto dei Braille Bricks sta lavorando anche Morten Bonde, art director del Gruppo Lego, che soffre di un disturbo genetico che lo sta gradualmente rendendo cieco. “Vedere le reazioni di studenti e insegnanti che hanno provato i Lego Braille Bricks è stato di grande ispirazione e mi ha ricordato che gli unici limiti che incontriamo nella vita sono quelli che creiamo nella nostra mente – ha detto Bonde – Il coinvolgimento dei bambini e la loro voglia di essere indipendenti e inclusi nella società al pari di tutti gli altri è evidente. Sono commosso dall'impatto che questo prodotto ha nello sviluppare la sicurezza e la curiosità dei bambini ciechi o con disabilità visive”.

Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo ci sono 19 milioni di bambini con disabilità visive. Circa 1,4 milioni hanno una cecità irreversibile. Circa il 75% degli adulti europei con una disabilità visiva è disoccupato (dati European disability forum – European blind union). Negli Stati Uniti solo il 10% dei bambini ciechi impara a usare il Braille: erano il 50% negli anni Cinquanta (Report della National Federation of the blind). “I bambini ciechi o con disabilità visive hanno sogni e aspirazioni per il futuro proprio come tutti gli altri bambini, hanno lo stesso desiderio e bisogno di esplorare il mondo e di socializzare attraverso il gioco, ma spesso affrontare un isolamento involontario in conseguenza della loro esclusione dalle attività – dice John Goodwin, ad della Fondazione Lego – Noi crediamo che i bambini imparino meglio attraverso il gioco, sviluppando una vasta gamma di competenze come la creatività, collaborazione e comunicazione, di cui hanno bisogno nella quarta rivoluzione industriale. Con questo progetto, offriamo un approccio inclusivo e divertente all'insegnamento del Braille”. (lp)