15 gennaio 2020 ore: 15:30
Società

Marocco, il film di Maryam Touzani denuncia lo stigma sulle madri nubili

Esce '"Adam", lungometraggio ispirato ad una storia vera. Selezionato al Festival di Cannes e premiato diciassette volte in festival internazionali, racconta di Samia, giovane donna incinta e non sposata
Adam, locandina film

ROMA - Esce oggi nelle sale marocchine 'Adam', di Maryam Touzani: per il suo primo lungometraggio, la regista tangerina ha affrontato il tema, ancora molto scomodo nel regno, della maternità vissuta fuori dal matrimonio.

Selezionato al Festival di Cannes e premiato diciassette volte in festival internazionali, 'Adam' racconta la storia di Samia, giovane donna incinta e non sposata. Ripudiata per questo dalla società, Samia vuole dare in adozione il suo bambino. così un giorno bussa alla porta della pasticciera Abla, un'altra madre, che cresce da sola la sua bambina.

Sulla rivista marocchina 'Telquel', Touzani ha pubblicato una lettera indirizzata alla "vera" Samia, una giovane donna costretta a separarsi dal suo bambino, il cui incontro ha ispirato la scrittura del film.

"Sono trascorsi ormai 17 anni da quando sei venuta a bussare alla nostra porta" scrive Touzani: "Diventando madre, ti ho incontrata di nuovo, e il ricordo del tuo dolore si è risvegliato, più vivo e violento che mai. Diventando regista, ho sentito il bisogno insopprimibile di raccontare questa storia. La tua, quella di tutte quelle donne a cui hanno rubato il diritto di amare il proprio bambino".

Dopo una carriera da giornalista, Touzani si è dedicata ad alcuni tra i documentari e i cortometraggi più discussi e apprezzati nel Marocco degli ultimi anni. Suo è tra gli altri 'Much Loved', sulla prostituzione in Marocco. Nel 2015 il documentario è diventato un film, scritto da Touzani insieme al marito Nabil Ayouch e poi vietato dalle autorità del Regno. (DIRE)

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