29 giugno 2019 ore: 12:32
Società

Premio L’anello debole, ecco i vincitori: chiusa la XIII edizione

Alta qualità tecnica e la forza delle storie dietro i video e gli audio cortometraggi che hanno vinto l’edizione 2019. Assegnati anche il Premio speciale della Comunità di Capodarco e il premio Usigrai #PontiNonMuri
Zeppilli VinicioAlbanesi premia EmanueleMochi

CAPODARCO – Alta qualità tecnica e la forza delle storie: è questo il filo rosso che unisce video e audio cortometraggi che vincono il premio L’anello debole 2019, assegnato ieri sera, 28 giugno, dalla Comunità di Capodarco di Fermo, nella serata di premiazione del Capodarco L’Altro Festival, presentata dal direttore artistico del premio Andrea Pellizzari. Sul palco i protagonisti delle opere in gara a raccogliere gli applausi dei presenti. Le opere finaliste, scelte dalla giuria di qualità del premio, sono state votate dagli oltre 100 componenti della giuria popolare, durante la proiezione-maratona della “Notte dei corti” e l’”Aperitivo on air” di giovedì 27 giugno. Da alcuni anni anche detenuti e agenti penitenziari contribuiscono a determinare i vincitori del premio con il proprio voto. All'avvio della serata l'incontro con Nicola Arbusti, educatore della casa di reclusione di Fermo, che ha presentato il progetto “Scolpire il movimento. La stop motion occasione dl narrazione creativa”, che ha coinvolto i detenuti nella realizzazione di un cortometraggio di animazione. Apprezzata e applaudita la proiezione del video “Seraffino”.

Vince la sezione audio cortometraggi "Scampia femminile plurale" di Giada Valdannini e Elisabetta Ranieri, prodotto da Radio3 Rai e trasmesso su Tre Soldi. Le autrici hanno voluto raccontare il quartiere di Napoli da un punto di osservazione diverso da quello narrato da libri e tv, dando voce alle donne.

Nella stessa categoria il Premio speciale della giuria è andato a "Vico della croce bianca" di Federica Manzitti, lavoro autoprodotto e inedito. Il vico, stretto e scuro,  scende da monte e porta alle banchine del porto di Genova. Trenta anni fa era la strada dei travestiti, oggi la raccontano con sincerità e umanità Ursula e Rossella, 76 anni a testa.

Primo classificato per la sezione Corti della realtà "L'esodo centroamericano" di Cosimo Caridi e Ane Irazabal, prodotto da Fremantle Media Italia e trasmesso su Nemo, nessuno escluso - Rai2. Lo scorso ottobre migliaia di centroamericani hanno attraversato il Messico diretti verso gli Usa. Il reportage mostra come la prima carovana, composta in buona parte da donne e bambini, abbia attraversato gli stati più pericolosi.

Il riconoscimento per la sezione Corti di fiction è andato al film iraniano The role di Farnoosh Samadi prodotto da Three Gardens. La storia di una donna che accompagna il marito ad un provino per un film e si troverà a prendere un'importante decisione...
Nella sezione anche il Premio speciale della giuria di qualità a L’interprete di Hleb Papou, prodotto da Quasar. Francesca Osigwe, italiana di origini nigeriane, collabora con la polizia traducendo intercettazioni relative al traffico della prostituzione. Il caso di omicidio di una madame, legato a doppio filo a un oscuro patto Juju, la metterà a confronto con le sue paure più profonde. Una storia costruita per indizi, con un alto tasso di tensione

Il primo classificato della categoria Cortissimi è "Reason to celebrate" di CoorDown, FCB Mexico, SMALL New York. La celebrazione della giornata mondiale sulla sindrome di Down è l’occasione per ricordare che, a differenza di altre giornate internazionali, non ci sono ancora  molti motivi per festeggiare. Lo spiegano i ragazzi protagonisti del corto.


Nella serata consegnati altri due premi speciali. Il Premio Comunità di Capodarco è andato a "Zulu Rema che ha imparato a volare" di Gaia Vianello, lavoro inedito, prodotto da La Furia Film. La storia di Emeer - AKA B-boy Zulu Rema adolescente tunisino a cui da bambino sono state amputate entrambe le gambe e della sua passione per l’arte e per la danza, che lo hanno portato a diventare campione nazionale di break dance e un modello per i giovani di tutto il mondo.

 

Assegnato anche il Premio #PontiNonMuri da Usigrai, sindacato dei giornalisti della Rai, per il miglior video su storie di inclusione, accoglienza e dialogo dalle periferie di tutto il mondo. Vince "Gli spiriti dell’acqua" di Emanuela Zuccalà, prodotto da Zona/Medici con l'Africa – Cuamm. La Sierra Leone è il paese con il tasso più alto al mondo di mortalità in gravidanza e sala parto. Nel distretto di Bonthe non esistono strade ma solo fiumi, e l’ospedale è su un’isola. Flaviour Nhawu è una specialista in sanità pubblica, determinata a cambiare il destino delle donne. Sfidando gli spiriti dell’acqua. 

A consegnare "l’anello debole", opera realizzata dal maestro orafo Silvano Zanchi, Andrea Nobili, Garante per i diritti delle persone della Regione Marche; il consigliere della Regione Marche Francesco Giacinti; Francesco Trasatti, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Fermo; Alberto Palma presidente della Fondazione Carifermo e Angelo Serri direttore di Tipicità.

Il Capodarco L’Altro Festival ha il patrocinio di Comune di Fermo e Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission ed è organizzato con il  contributo di Regione Marche, Fondazione Carifermo e Coop Alleanza 3.0, in collaborazione con Usigrai, Poliarte e Cinema Sala degli Artisti.  
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