19 ottobre 2016 ore: 11:49
Economia

Legge contro lo spreco alimentare, l'impegno della Coop

Domani il dibattito organizzato da Ancc-Coop a Roma con l’onorevole Maria Chiara Gadda, promotrice e prima firmataria della nuova legge anti-spreco, membri di Caritas e Auser e Matteo Guidi amministratore delegato di Last Minute Market. A seguire "cena a spreco zero” con la chef Cristina Bowerman
Spreco alimentare

ROMA - Come si fa a prevenire lo spreco alimentare? Quale impatto avrà la nuova legge per contrastare questo fenomeno nel prossimo futuro? Che cosa ha fatto e che cosa farà Coop in materia? Sono solo alcune delle domande che animeranno il dibattito “Meno spreco più solidarietà. L'impegno di Coop per ridurre e donare le eccedenze alimentari” organizzato da Ancc-Coop domani 20 ottobre a Roma (Centro Congressi Roma Eventi, inizio ore 16.30). Ne discuteranno insieme al Presidente dell’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori Stefano Bassi l’onorevole Maria Chiara Gadda, promotrice e prima firmataria della nuova legge anti-spreco, membri di associazioni cattoliche e laiche destinatarie delle donazioni dell’invenduto (Caritas e Auser), Livia Salvini docente di diritto tributario alla Luiss in merito alle semplificazioni introdotte dalla nuova legge, e due esperti della materia come Rossano Ercolini coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero a Capannori in Toscana e vincitore del premio “Goldman Environmental Price 2013” considerato il Nobel dell’Ambiente e Matteo Guidi amministratore delegato di Last Minute Market.

Un duetto finale fra la chef Cristina Bowerman da tempo attenta al sociale e lo storico dell’alimentazione Maurizio Sentieri sarà preludio a una sorta di “cena a spreco zero”: degustazioni di ricette curate dai ragazzi di Istituti Alberghieri di tutta Italia e incentrate sul riuso e riciclo di cibo a partire da specifiche tradizioni territoriali. Mentre gli ultimi dati elaborati sul sito www.italiani.coop ci dicono un po’ a sorpresa che la pratica dell’anti spreco sta facendo proseliti nel nostro Paese. Gli italiani quanto a chilogrammi di rifiuti procapite all’anno vanno meglio dei Paesi del Nord (dai 187 kg record della Svezia ai 184 della Norvegia fino a scendere ai 164 di casa nostra) e soprattutto mostrano una propensione a leggere etichette e dunque controllare date di scadenza: lo fa sempre il 67% degli italiani rispetto al 58 degli europei. 

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