26 ottobre 2017 ore: 10:50
Società

Asili nido: le mense soddisfano i bambini, ma troppo cibo viene sprecato

Rapporto di Cittadinanzattiva. L'80% dei bambini ritiene che i locali siano puliti e luminosi, spaziosi e sicuri. Fra gli aspetti negativi segnalati dai bambini, il 56% ritiene che siano rumorosi, poco accoglienti e allegri. Per quel che riguarda il cibo, secondo gentitori e insegnanti, è di buona qualità ma poco bio
Asili nido Costi Italia
Foto: Cittadinanzattiva/Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense
Dossier Cittadinanzattiva - Asili nido e mense scolastiche

Roma - Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 380 euro, precisamente 301 per la retta dell'asilo e 80 circa per la mensa. E' quanto emerge dal rapporto "Servizi in...Comune. Tariffe e qualita' di nidi e mense", presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva. Secondo il dossier, le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale negli ultimi tre anni, ma pesano molto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100 euro al mese di Catanzaro e Agrigento ai 515 di Lecco; per la mensa scolastica dai 38 euro di Barletta ai 128 di Livorno. Il Sud, virtuoso sui costi, pecca pero' sulla disponibilita' dei nidi. La copertura sulla potenziale utenza e' solo del 7,6%, rispetto alla media nazionale del 20%.

Asili nido Costi mense Italia

Sulle mense scolastiche, resistono i giudizi altalenanti dei piccoli utenti: mangiano felici in compagnia, ma vorrebbero cibi piu' vari, locali allegri, piu' tempo per mangiare e maggiore cortesia del personale addetto. Infine, ancora troppi gli sprechi durante i pasti. L'indagine ha riguardato 78 scuole di 12 regioni (Valle D'Aosta, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna); 627 gli intervistati fra bambini, docenti, genitori e rappresentanti della Commissione mensa. Secondo Cittadinanzattiva quindi, il 14% presenta distacchi di intonaco e il 6% altri segni di fatiscenza come umidità, infiltrazioni di acqua. Barriere agli ingressi nell'8% delle mense, pavimentazioni irregolari nel 17%, porte con apertura anti panico assenti nel 35%. L'80% dei bambini tuttavia ritiene che i locali siano abbastanza o molto puliti e luminosi, abbastanza o molto spaziosi (per l'85%) e sicuri (75%). Fra gli aspetti negativi segnalati dai bambini, il 56% ritiene che siano molto rumorosi, il 37% poco accoglienti e il 43% poco allegri. Anche gli arredi lasciano molto a desiderare: il 51% dichiara, infatti, che non siano ne´ adatti ne´ confortevoli. Non passa inosservato il dato che in una scuola su dieci del campione di quest'anno, manchi del tutto il locale mensa e i pasti vengano serviti in corridoi o aule piu` grandi. Per quel che riguarda il cibo, a detta di tutti gli intervistati e` di buona qualita` ma poco bio. 

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I bambini, in base alle loro scelte alimentari, si presentano sempre piu` carnivori, amanti di dolci e carboidrati e la pratica del bis, diffusa ovunque, non li aiuta a modificare le cattive abitudini alimentari. Solo il 13%, infatti, dice di mangiare tutto a mensa, il 36% di mangiare solo alcuni cibi, in particolare dolci e gelato (80%), pizza (78%), pane (61%), carne e frutta fresca (58%), pasta al sugo (47%). Fra i cibi meno graditi, verdure cotte (70%), minestre di verdure (60%), pesce e verdure crude (54%). Per il 77% dei genitori il menu` e` vario e per il 64% rispetta la stagionalita` dei prodotti.

Rispetto alle quantità, il 73% ritiene che le porzioni siano equilibrate e il 72% che i propri figli mangino volentieri a mensa. E ancora, l'87% degli intervistati afferma che vengano usate tovaglie di carta per apparecchiare i tavoli della mensa mentre, nel 6% dei casi, non si usano tovaglie di nessun genere. Le stoviglie sono usa e getta per il 50% di loro, di ceramica e di plastica per il 41%. L'acqua servita a tavola e` quella di rubinetto nel 49% delle mense, nel 40% si beve acqua minerale e, in pochi casi (3%), anche altre bevande non meglio specificate. Da una stima effettuata nel corso della rilevazione, infine, gli avanzi, solo in parte vengono riciclati (18%). Frutta e pane confezionato vengono in qualche caso riproposti a merenda.  

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Docenti e bambini segnalano la presenza di alcuni studenti che portano il pasto da casa che viene consumato in un tavolo separato nella stessa mensa, o in altro locale attiguo. A livello nazionale tale fenomeno sembra in aumento solo a Torino, mentre nel resto d'Italia risulta piuttosto contenuto e riguarderebbe, secondo una recente indagine dell'Anci, 24 bambini su 1.000. In attesa della Sentenza della Cassazione, si registra un'assenza di regolamentazione del pasto da casa piu' puntuale da parte del Miur. Nel caso delle Commissioni mensa, solo il 40% dei rappresentanti interessati conosce il Capitolato d'appalto. I rapporti con il Comune sono buoni nel 67% dei casi, quelli con le Aziende erogatrici solo nella meta' dei casi.

Il 57% sostiene che nelle scuole sono promossi progetti di educazione alimentare che coinvolgono gli studenti; il 30% laboratori sull'alimentazione; l'88% visite a fattorie didattiche. E ancora, secondo il dossier, L'orto a scuola avrebbe un buon seguito secondo il 44% di loro ma ancor di piu' le iniziative contro lo spreco alimentare (50%) e sulla raccolta differenziata dei rifiuti (77%). La percezione e' che tali iniziative manchino, pero', di sistematicita', di continuita' didattica e che poco o per nulla coinvolgano le famiglie. I regolamenti comunali in materia di ristorazione scolastica prevedono una grande variabilita' per quanto riguarda il numero, la composizione, le modalita' di nomina delle Commissioni Mensa.

C'e' chi prevede la sola presenza dei genitori, come nel caso di Roma, chi quella anche dei nonni, tutori, docenti, come Milano, o chi estende a molte altre categorie come il dietologo, il tecnologo alimentare, il responsabile della refezione, il Dirigente scolastico come Palermo e Cagliari. Riguardo all'abbigliamento durante i sopralluoghi, nella gran parte dei casi e' previsto che i membri della commissione mensa indossino camice e cuffia, in altri anche guanti e copri scarpe. In alcuni casi non viene specificato nulla al riguardo (Lamezia Terme, Bari, Palermo) e in 2 casi si parla genericamente di abbigliamento adeguato (Torino e Cagliari). (DIRE)

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