20 aprile 2016 ore: 14:34
Società

"Un luogo di culto non è una palestra". Critiche alla legge antimoschee del Veneto

Formalmente la legge si intitola “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”, ma è ormai nota come "legge antimoschee". Ad approvarla è stato recentemente il consiglio regionale del Veneto. Contrari sia la comunità islamica che il patriarca di Venezia
Musulmani in preghiera, islam, moschea - SITO NUOVO

VENEZIA - Formalmente la legge si intitola “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”, ma è ormai  nota come "legge antimoschee". Ad approvarla è stato recentemente il consiglio regionale del Veneto che con 30 voti a favore, 8 contrari e 1 astenuto ha modificato la legge regionale 11 del 2004, relativa alle "norme per l’insediamento sul territorio di edifici e strutture destinate a servizi e attività culturali di carattere religioso".
Per l'assessore regionale al territorio, cultura e sicurezza della Regione Cristiano Corazzari si tratta solo di "un intervento correttivo" per armonizzare la libertà di culto con il vivere civile e per “disciplinare la realizzazione delle strutture religiose e degli edifici a esse connessi, affidando un ruolo importante ai sindaci”. Ma non nega che “tra i diversi obiettivi c'è anche quello di porre rimedio a un fenomeno che aveva assunto caratteri preoccupanti come quello dei luoghi di preghiera scelti da comunità islamiche, sorti in modo disordinato e soprattutto irrispettoso delle regole edilizie e urbanistiche”.

Le critiche alla legge sono arrivate sia dalla comunità islamica sia da quella cattolica. “Siamo ovviamente contrari a questa legge che cerca di impedire la libertà di culto - commenta AbdallahKhezraji, referente della comunità marocchina a Treviso, che gestisce un centro islamico -.  Se i centri sono nati sul territorio in modo irregolare e disordinato è a causa dell'assenza di una legge che disciplinasse la creazione di luoghi di culto. Siamo molto preoccupati perché se la legge resterà in vigore i nostri centri saranno costretti a chiudere e non sarà un bene per nessuno, anche perché perderemmo la capacità di monitorare la situazione e individuare eventuali criticità”.

Comunità islamica di Venezia: "Legge antidemocratica e incostituzionale". Così Mohamed Amin Al Ahdab, presidente della comunità islamica della provincia d Venezia definisce la cosiddetta "legge antimoschee" approvata dal consiglio regionale del Veneto. "Una legge deve essere fatta con la gente e per la gente, invece questa è stata fatta nascondendosi dietro la facciata del riordino urbanistico" accusa Al Ahdab, che oltretutto è pure architetto e quindi l'urbanistica la conosce bene. "L'obiettivo non era riordinare gli spazi, ma colpire i musulmani. Solo che così facendo si è finito per colpire tutte le confessioni religiose. Perfino la voce del Patriarca di Venezia non è stata ascoltata. Hanno fatto tutto senza coinvolgere nessuno, all'insaputa di tutti".

Non è rimasto in silenzio nemmeno il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che in un intervento nel giornale diocesano Gente Veneta ha scritto: “Rilevo con rammarico che le modifiche proposte presentano ancora elementi di perplessità e preoccupazione per l’esercizio del diritto, garantito dalla Costituzione, di libertà religiosa per il nostro territorio”.
“Per intenderci - ha aggiunto -, sembra che la costruzione di un nuovo edificio o di ‘attrezzature’ per il culto o ‘servizi religiosi’ - nel nostro caso una chiesa, una parrocchia - sia di fatto equiparata alla costruzione e collocazione di un nuovo centro di servizi. Una chiesa, un patronato, le aule del catechismo ecc. non possono rispondere alla logica che presiede all’insediamento di un centro commerciale, un distributore di carburante, una palestra o un centro benessere”.
“La libertà religiosa - ha concluso - deve oggi più che mai essere potenziata. Non  restringiamone i confini! Mi auguro che ci sia ancora tempo, modo e soprattutto la sincera volontà di tutti per riflettere, con serenità e spirito costruttivo, su un tema così delicato e prima di legiferare su aspetti vitali per tutti i Veneti e non solo per le comunità religiose”.

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