2 novembre 2017 ore: 13:02
Economia

Banco Alimentare Lombardia: cresce la richiesta di pasti

Dal 2009 incremento del 58% delle persone beneficiarie di pacchi alimentari o piatti caldi cucinati dalle mense per i poveri. Uno su tre è un bambino. Nel 2016, distribuiti oltre 30,4 milioni di pasti
Povertà. Pezzo di pane

MILANO - Crisi economica ormai superata, ma i suoi effetti negativi si sentono ancora. Bastano le cifre del Bilancio sociale 2016 del Banco Alimentare della Lombardia, rese note oggi, per capire. Dal 2009 ad oggi è cresciuto del 58% il numero delle persone assistite, mentre è aumentato del 30% il totale degli alimenti distribuiti. Più persone chiedono, meno cibo c'è per ciascuno. E non per inerzia degli oltre 700 volontari del Banco Alimentare: grazie al loro lavoro l'anno scorso sono stati distribuiti ogni giorno 83.250 pasti equivalenti (ogni pasto sono 500 gr di alimenti). Il che vuol dire oltre 30,4 milioni di pasti in un anno, per un valore complessivo di 45 milioni di euro: 26,1 milioni di pasti sono stati distribuiti attraverso i pacchi viveri, 4,3 milioni attraverso piatti cucinati da mense per i poveri. Nella sola Milano nel 2016, sono state offerte 3.492 tonnellate di alimenti, pari a 7 milioni di pasti equivalenti, più di 19 mila ogni giorno, alle 249 strutture caritative convenzionate. Complessivamente i beneficiari sono stati 208.882 (metà italiani), di cui 1 su 3 è un bambino. "Il Bilancio Sociale rappresenta un momento di riflessione su quanto fatto che ci permette di mettere in luce le attuali criticità della comunità - commenta Roberto Vassena, Presidente del Banco Alimentare della Lombardia –: dall’aumento dei minori poveri alla nascita delle nuove povertà tra gli italiani, per esempio le donne sole, i padri separati, i lavoratori precari. Ma che allo stesso tempo ci incoraggia a continuare con decisione sia l’attività di raccolta e distribuzione del cibo che quella di costruzione di una forte rete di solidarietà, pur consapevoli che tutto questo è ancora una goccia nel mare della risposta al bisogno".

Il Banco alimentare della Lombardia non serve direttamente le famiglie indigenti, ma attraverso una filiera ormai ben collaudata. Delle oltre 15mila tonnellate di alimenti raccolte nel 2016, il 67% provengono dalla filiera agro alimentare, il 17% dalle collette nazionali, locali o aziendali e il 16% dall'Unione Europea. Il Banco ridistribuisce gli alimenti a 1.259 strutture caritative accreditate. Dal bilancio sociale emerge anche per ogni euro speso per gestire la struttura e la logistica della distribuzione del cibo, si generano 20 pasti o un valore equivalente di 29 euro.

Una nota particolare merita il capitolo della colletta nazionale. In Lombardia nel 2016 sono stati coinvolti 38 mila volontari, che fuori dai supermercati invitavano i clienti a donare una parte della spesa. Tra i volontari c'erano anche i detenuti delle carceri di San Vittore, Opera e Bollate. Inoltre, per la prima volta, hanno aderito anche la Casa della Cultura Musulmana, la Comunità Cinese di Via Paolo Sarpi, il Centro Culturale Italo-rumeno, il Centro di integrazione permanente della Comunità Latino-americana, l’Associazione Rinascimento dell’Ucraina. (dp)

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