3 ottobre 2017 ore: 12:50
Immigrazione

3 ottobre, Save the Children: i minori al centro di qualunque politica sulle migrazioni

"Essere oggi a Lampedusa con i ragazzi del nostro Movimento Giovani per parlare di inclusione e di non discriminazione, e' un modo di ricordare che la protezione e l'integrazione devono essere messi al centro di qualunque politica sulle migrazioni ...
jus soli. dita con segno di vittoria

"Essere oggi a Lampedusa con i ragazzi del nostro Movimento Giovani per parlare di inclusione e di non discriminazione, e' un modo di ricordare che la protezione e l'integrazione devono essere messi al centro di qualunque politica sulle migrazioni, in particolare per i tanti minori che arrivano nel nostro continente da soli". Lo ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.

Save the Children, Ong impegnata dal 2008 in Italia per fornire supporto e assistenza a minori stranieri arrivati via mare, ha infatti preso parte con i ragazzi di SottoSopra del suo Movimento Giovani e con la loro web radio UndeRadio, agli eventi organizzati a Lampedusa dal Comitato 3 Ottobre, in occasione del quarto anniversario del naufragio del 2013 in cui persero la vita 368 migranti. Previsti due workshop tematici e laboratori sulla comunicazione etica e responsabile, per trasmettere l'importanza dell'inclusione e della non discriminazione.

"L'Italia- ha aggiunto Neri- ha fatto un importante passo avanti con la Legge Zampa che garantisce loro maggiore protezione e possibilita' di inclusione. È pero' fondamentale che venga data piena attuazione al provvedimento e che questa legge possa diventare esempio anche per altri paesi europei, per garantire a questi bambini e adolescenti l'opportunita' di essere accolti e di integrarsi pienamente".

Di fronte alle bare allineate nell'hangar, quattro anni fa si disse "Mai piu'", com e ricorda il direttore Stc: "Purtroppo da allora, uomini, donne e bambini hanno continuato a perdere la vita in mare nel tentativo di raggiungere l'Europa. Ma non dobbiamo dimenticare neppure coloro che muoiono ancora ogni giorno attraversando il deserto, nei campi di detenzione o attraversando una frontiera per raggiungere il loro paese di destinazione. Ciascuna di queste morti- la sua conclusione- e' un fallimento per l'intera comunita'. Per questo e' necessario garantire canali sicuri e legali di accesso, soprattutto per i piu' vulnerabili come famiglie con bambini e minori non accompagnati". (DIRE)

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