3 gennaio 2017 ore: 17:12
Immigrazione

Cie, don Colmegna: "Non sono lo strumento per garantire maggior sicurezza"

Il presidente della Casa della carità: la sicurezza di tutti può essere iottenuta con una buona politica di accoglienza. "Revisione delle norme sull'immigrazione che non fanno altro che generare fantasmi e irregolarità"
Il Cie di Ponte Galeria a Roma - 14

Il Cie di Ponte Galeria a Roma

ROMA - "Gli attentati criminali che hanno colpito persone innocenti hanno moltiplicato le preoccupazioni dei cittadini verso i migranti, e hanno posto come importante il tema della sicurezza, che però non può essere affrontato con proposte parziali, frammentate, legate all'emozione del momento e che già in passato si sono dimostrate fallimentari. Serve invece una proposta complessiva che riguarda l'intero sistema di accoglienza del nostro Paese e che prenda in considerazione la revisione delle norme sull'immigrazione che, per come sono oggi, non fanno altro che generare fantasmi e irregolarità". Così don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità di Milano, commenta la proposta di riaprire i Centri di Identificazione ed Espulsione e di attivarne uno in ogni regione italiana.

"I Cie - continua don Colmegna - si sono dimostrati strumenti inutili a contrastare l'illegalità, come comprovato a suo tempo dalla Commissione De Mistura. Ma, cosa più importante, sono stati condannati per essere luoghi di sostanziale detenzione, dove alle persone ospiti non erano garantiti né i diritti né la dignità umane, fondamentali per rispondere alla domanda di coesione sociale".

"La sicurezza di tutti può essere invece ottenuta con una buona politica di accoglienza e, di pari passo, con un lavoro per una reale inclusione di chi arriva in Italia: favorendo percorsi di autonomia lavorativa e abitativa, promuovendo i diritti e coinvolgendo le comunità straniere che già sono presenti in Italia", conclude don Colmegna auspicando, a partire dalla città di Milano, un ampio confronto sul tema dell'immigrazione.

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