13 marzo 2019 ore: 14:55
Immigrazione

"Ma che razza di razza", mostra interattiva in 29 classi della Toscana

Saranno coinvolti 627 studenti nel progetto i Unicoop Firenze dedicato agli studenti, ma aperto anche agli adulti. La mostra affronta i molteplici aspetti del razzismo da un punto di vista culturale e cognitivo
Ma che razza di razza - Mostra interattiva
Ma che razza di razza - Mostra interattiva

FIRENZE - Una mostra sul razzismo, per disimparare il concetto che l’umanità possa essere divisa in razze. È il progetto di Unicoop Firenze dedicato agli studenti, ma aperto anche agli adulti, che è stato presentato questa mattina a Lucca con una conferenza stampa a cui hanno partecipato Ilaria Maria Vietina, assessora del Comune di Lucca con delega a politiche formative, politiche di genere e continuità della memoria storica ed Elisabetta Bruni, responsabile proposte educative Unicoop Firenze.

Il progetto, che rientra nelle proposte educative di Unicoop Firenze, è partito negli scorsi giorni e proseguirà fino al 19 marzo. Coinvolge 29 classi da tutta la Toscana, di cui 23 classi delle scuole secondarie di primo grado e 6 delle scuole secondarie di secondo grado per un totale di 627 ragazzi.

Le proposte educative di Unicoop Firenze sono percorsi che la cooperativa offre a alunni e studenti della Toscana, per sostenere nei più giovani modalità per sviluppare al meglio un’autonomia e un metodo per affrontare in maniera critica e consapevole le sfide della complessità.
‘Ma che razza di razza! Praticamente diversi’, questo il titolo delpercorso che parte dalla constatazione che la razza, pur essendo un falso dato scientifico, continua ad essere un concetto sociale a cui viene dato un significato discriminante. Nasce così la mostra interattiva ed itinerante, che si propone come strumento per disimparare il razzismo.

La mostra affronta i molteplici aspetti del razzismo da un punto di vista culturale e cognitivo, in un viaggio fra stereotipi e pregiudizi che giustificano la discriminazione e l’esclusione, che vengono mano a mano messi in discussione. Attraverso giochi ed attività, ai ragazzi vengono proposti strumenti cognitivi per comprendere i meccanismi dei pregiudizi e degli stereotipi di tipo razzista, fino ad essere messi in grado di provare le condizioni di “profughi di un ordine economico ingiusto”, riprendendo la definizione di Alexander Langer.

La mostra comprende due percorsi. Il primo è Viaggio tra i pregiudizi, una simulazione in cui i ragazzi si ritroveranno migranti, ad affrontare tutti i problemi e le difficoltà di chi viene da lontano in un percorso empatico che permetterà loro di comprendere in modo immediato le condizioni e gli stati d’animo di quelli che noi definiamo genericamente gli altri.  Il secondo è Laboratorio di idee, che parte dall’immaginario dei ragazzi sulla razza ed il razzismo per stimolare la riflessione e lo sviluppo di capacità critiche indispensabili per individuare le forme dissimulate di discriminazione presenti nel quotidiano.

“I temi dell’accoglienza e dell’inclusività - afferma Elisabetta Bruni, responsabile proposte educative Unicoop Firenze- vengono costantemente affrontati dalle proposte educative e la mostra e i laboratori di “Ma che razza di razza!” vanno in questa direzione. La modalità è sempre quella di offrire spunti di riflessione e prospettive alternative sulle tematiche con cui le nuove generazioni si confrontano quotidianamente”.

© Copyright Redattore Sociale