2 luglio 2018 ore: 12:26
Economia

"Portobello", 139 accessi nel 2018 all'emporio solidale. E da luglio cambiano i criteri

Abolito il riferimento al reddito Irpef, aggiornato il criterio su disoccupazione e introdotta nuova modalità di accesso per il secondo semestre. Dall'apertura nel 2013 del market di via Divisioni Acqui, sono state aiutate 2.254 famiglie (7.899 persone)
Emporio solidale, carrello tra scaffali supermercato - SITO NUOVO

MODENA - Nel 2018 sono stati 139 gli accessi all'emporio solidale Portobello di Modena. Dalla sua apertura, avvenuta nel 2013, sono state aiutate 2.254 famiglie per un totale di 7.899 persone. “Portobello rientra tra le progettualità sociali più innovative che Modena ha realizzato negli ultimi anni. È un progetto di comunità, che vede impegnati volontari, associazioni, imprese e Comune in un'azione che produce coesione sociale e contrasto alla povertà generando risorse positive e volontariato”, ha detto Luca Barbari, presidente di Porta Aperta Modena, ente gestore dell'emporio. Dal primo luglio, cambiano i criteri di accesso a Portobello: viene abolito il criterio relativo al reddito Irpef (che finora doveva essere inferiore a 5.422 euro) e si terrà conto solo del valore Isee che per accedere non deve superare i 10 mila euro, è stato aggiornato il criterio sulla disoccupazione (finora riferito al 2011, ma ormai datato), le possibilità di fruire del servizio rimangono 2, di 6 mesi ciascuna con una pausa di 6 mesi dopo il primo ingresso ma viene introdotta una nuova modalità di domanda per il secondo accesso che sarà regolato da Portobello con Progetto Insieme, associazione che presta servizio di consulenza finanziaria nell'emporio. “I nuovi criteri semplificano l'accesso, favorendo un allargamento della fascia di popolazione che può accedere al servizio e introducono la possibilità per il Terzo settore di gestire i secondi accessi – continua Barbari – Quest'ultima decisione è la realizzazione di quanto sin dall'inizio la rete di associazioni, che ha sviluppato il progetto, intendeva realizzare”. Queste nuove modalità di accesso sono ritenute più utili per “garantire la flessibilità e la tempestività delle risposte – aggiunge il presidente di Porta Aperta – Si tratta ancora una volta di una prova del fatto che la coprogettazione tra ente pubblico e Terzo settore produce frutti positivi per la collettività”.

Dal primo luglio, i destinatari del servizio di Portobello sono persone disoccupate iscritte al Centro per l'impiego, titolari di prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (Naspi, Asdi) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria; lavoratori autonomi che hanno cessato la propria attività a causa della crisi; famiglie monogenitoriali con figli di età non superiore a 21 anni; anziani soli o coniugi che vivono con solo redditi da pensione; famiglie in cui vivono persone con handicap certificati ai sensi della 104/1992. Tra i requisiti: i destinatari devono vivere in affitto e non essere proprietari di beni immobili a esclusione dell'abitazione di residenza in cui il beneficiario risiede stabilmente; residenza nel comune di Modena, possesso, per i cittadini stranieri non comunitari, di regolare permesso di soggiorno, ricevuta della richiesta di rinnovo o permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo, Isee non superiore a 10 mila euro.

“In questi anni abbiamo constatato l'utilità e l'efficacia dell'emporio solidale, di cui Portobello è diventato un modello da esportare anche in altri territori ma ci siamo resi conto anche dell'importanza di ascoltare le richieste delle famiglie per rispondere meglio ai loro bisogni – ha detto Giuliana Urbelli, assessora a Welfare e Coesione sociale del Comune di Modena – Da qui, la decisione di modificare i criteri di accesso per rendere Portobello maggiormente accessibile a tanti nuclei che appartengono a una cosiddetta fascia grigia, soprattutto a causa del perdurare della mancanza di occupazione, eliminando quindi completamente il criterio relativo al reddito Irpef”. (lp)

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