22 gennaio 2014 ore: 16:37
Immigrazione

"Prato come Lampedusa". Su 20 mila lavoratori cinesi la metà è irregolare

Ricerca Irpet sul ruolo economico della comunità nella città toscana, dove i cinesi sono 40 mila, di cui almeno 5 mila irregolari. Rossi: "E' emergenza umanitaria"
Donne cinesi lavorano in fabbrica

PRATO – Sono circa 20 mila i lavoratori cinesi nella provincia di Prato ma soltanto 11 mila sono quelli registrati. Lo sostiene la ricerca dell’Irpet “Prato: il ruolo economico della comunità cinese” condotta sulle quasi 5 mila imprese cinesi nel pratese, che per calcolare il numero effettivo dei lavoratori orientali nella città toscana ha fatto riferimento al consumo di acqua corrente. 

boxSecondo il dossier, le imprese cinesi realizzano a Prato una produzione che potrebbe variare tra i 2 e i 2,3 miliardi di euro, con un valore aggiunto dai 680 agli 800 milioni di euro, ovvero tra il 10,9% e il 12,7% del totale della provincia. Anche le esportazioni all’estero attribuibili alle imprese cinesi ammonterebbero a quasi 640 milioni di euro (circa un terzo della produzione) mentre le rimesse verso la Cina hanno subito profonde oscillazioni (del resto possono partire anche da altre province) aggirandosi attorno ai 400 milioni di euro annui tra il 2007 ed il 2009 e ritornando su valori attorno ai 200 milioni negli anni successivi.  

Le imprese attive a Prato sono quasi 30 mila, di queste oltre 12 mila sono straniere, di cui quasi 5 mila cinesi. Nel corso degli anni la presenza delle imprese cinesi è andata regolarmente aumentando, il peso è andato triplicato nell’ultimo decennio passando dal 5,2% del totale delle imprese al 16,6%. Si tratta quasi esclusivamente di imprese operanti nel settore dell’abbigliamento  e quasi tutte imprese a carattere indivudale. Complessivamente a Prato abitano circa 40 mila cinesi, di cui oltre 5 mila irregolari

Alla presentazione della ricerca anche il presidente della regione Toscana Enrico Rossi: "La situazione di Prato è un'emergenza umanitaria, come quella di Lampedusa. La soglia dei diritti umani è abbondantemente al di sotto di quella consentita''. Rossi ha chiesto pertanto l'intervento del governo: ''L'azione dello Stato nella repressione è necessaria. Non è sufficiente che i ministri vengano a Prato a firmare accordi, serve una riforma della pianta organica della Procura di Prato. Ci vogliono tre sostituti procuratori in più ed uno aggiunto”. 

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