7 maggio 2018 ore: 14:12
Immigrazione

Pelletteria e gestione d’impresa, 32 richiedenti asilo si “diplomano”

Si sono conclusi i percorsi di formazione realizzati all’interno del progetto finanziato dall’Emergency Trust Fund for Africa dell’Ue e realizzato da Itc-Ethical Fashion Initiative e Lai-momo a Bologna. Uno dei partecipanti: “Sarebbe bello se questa formazione fosse aperta a tutti”

BOLOGNA – Sono 32, arrivano da Mali, Pakistan, Senegal, Burkina Faso, Liberia, Guinea, Costa d’Avorio, Nigeria, Camerun e si sono appena “diplomati” come operatori di pelletteria e sartoria  e operatori amministrativi di piccola impresa. I due percorsi di formazione (888 ore di formazione tra teoria e pratica), appena conclusi, sono stati realizzati all’interno del progetto finanziato dall’Emergency Trust Fund for Africa dell’Unione europea e realizzato da Itc-Ethical Fashion Initiative insieme alla cooperativa sociale Lai-momo. “Oggi possiamo dirvi che siamo in grado di capire il funzionamento di una piccola impresa. Sarebbe bello che questa formazione fosse aperta a tutti”, ha detto Omer B., uno dei neodiplomati durante la cerimonia di consegna degli attestati che si è svolta lo scorso 3 maggio. “Vogliamo ringraziare soprattutto il popolo italiano per la sua accoglienza – ha aggiunto Diawara M. – perché noi migranti sappiamo che non è facile accogliere chi non si conosce”. Per alcuni corsisti sono in fase di attivazione tirocini formativi in imprese del territorio.  

Obiettivo del programma Etichal Fashion Initiative è sviluppare oltre 5 mila posti di lavoro tra il 2017 e il 2020 in Mali e Burkina Faso all’interno della filiera di lavorazione del cotone per contribuire allo sviluppo economico e alla creazione di lavoro nel settore artigianale tessile, garantendo lavoro degno e stabile attraverso percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Il progetto inoltre si propone di formare 250 richiedenti asilo e migranti accolti in Italia per sostenerne l’inserimento lavorativo nei Paesi di origine, in Italia o in Europa. I corsi sono partiti a settembre 2017 e si sono svolti presso il Polo di Lama di Reno, dove a luglio 2017 è nata “Cartiera” una start up di impresa sociale attiva nella produzione di accessori in pelle e tessuto (pelletteria e sartoria) e nella sede delle coop Lai-momo e Abantu (quello sul management di piccola impresa). 

“Spero che questa sia la tappa di un percorso che porti i corsisti a realizzare il loro sogno di integrazione”, ha detto Bianca Lubreto, capo di gabinetto della Prefettura di Bologna. Il progetto “Creazione di lavoro e sviluppo sostenibile di micro imprese attraverso la gestione delle catene di valore di moda etica, lifestyle e design di interni in Burkina Faso e Mali” prosegue con la seconda edizione dei corsi che si propongono di formare 250 migranti fino al 2020. (lp)

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