21 gennaio 2019 ore: 11:40
Società

Memoria, l’ex deportata Bucci: “Non siamo ancora pronti ad accettare il diverso”

Sul treno della Memoria 550 studenti toscani da Firenze verso Auschwitz. La testimonianza di Tatiana Bucci: “Mi chiedo come sia potuto accadere tutto l'orrore della Shoah e non ho risposte. Stiamo vivendo rigurgiti di odio e indifferenza”
Ingresso del campo di concentramento di auschwitz, giornata memoria

FIRENZE – E’ arrivato da poche ore ad Auschwitz il treno della memoria partito da Firenze con 550 studenti a bordo. Promosso dalla Regione Toscana, il treno ha ripercorso le stesse strade di quei convogli che decenni fa portavano gli ebrei italiani verso i campi di sterminio. Durante il viaggio di andata, sono stati fatti workshop con alcuni studenti, che si sono aperti con gli inviti che Primo Levi nella sua poesia "Shema'" rivolge a chi vive sicuro nelle proprie case e non conosce i lager. L'invito ai ragazzi è uno solo: fate questo viaggio pensando. Come ha chiesto Primo Levi, che ha esortato non a ricordare ma a riflettere sulle cose. 

Presente sul treno anche Tatiana Bucci, testimone dei campi di concentramento. "Ancora oggi – ha detto - mi chiedo come sia potuto accadere tutto l'orrore della Shoah e non ho risposte - racconta Tatiana, davanti a una cinquantina di studenti stipati nel vagone ristorante allestito a sala incontri - . Ma soprattutto mi tormento assistendo a quanto sta succedendo oggi, quando non siamo ancora pronti ad accettare e tantomeno ad accogliere chi è diverso. Non credo no che potrebbe riaccadere un Olocausto, ma stanno avvenendo cose terribili. Appena ieri è affondato l'ennesimo barcone in acque libiche, con i suoi 117 morti. Avete visto qualcuno rivoltarsi o lanciare un grido di allarme? Tutto questo procura molto dolore". "I forti rigurgiti di odio e indifferenza di che stiamo vivendo in tutta Europa – ha concluso Tatiana - mi fanno paura. Se prima salivo sul treno per parlare ai giovani, oggi salire sul treno lo sento un dovere".

© Copyright Redattore Sociale