31 gennaio 2017 ore: 14:27
Società

Canada, Bounegab (Milano): intolleranza fatale non raggiunga la nostra moschea

Benaissa Bounegab, presidente della Casa della cultura musulmana, presente da oltre 25 anni nella via più multietnica di Milano scrive sul suo profilo Facebook: "Se dovesse succedere pregate per noi in quanto da quarant'anni abbiamo lavorato solamente per la convivenza e per il bene della nostra città"
Attentato in Canada, auto della polizia

- MILANO - "Speriamo che questo clima di intolleranza fatale non raggiunga la nostra moschea e se dovesse succedere pregate per noi in quanto da quarant'anni abbiamo lavorato solamente per la convivenza e per il bene della nostra città": non nasconde le sue preoccupazioni Benaissa Bounegab, presidente della Casa della cultura musulmana di via Padova a Milano. L'attentato alla moschea di Quebec city in Canada lo ha profondamente scosso e affida al suo profilo su Facebook una lunga riflessione. "Il massacro delle sei persone in Canada è dovuto all'incoscienza di alcuni gruppi islamofobi e ai titoli che denigrano un miliardo e mezzo di fedeli musulmani", scrive. "In Italia ogni qualvolta succede un atto terroristico nel mondo, viene associato ai musulmani, indicando le moschee come possibile luoghi di delinquenza; è una vergogna". 

Nella sua riflessione affidata al social network, Benaissa Bounegab ricorda anche la situazione precaria in cui si trova il centro islamico che dirige. "La nostra comunità cresce in un modo vertiginoso senza che nessuno si preoccupi dei problemi che vi nascono. Si sta aspettando che il tempo trovi le soluzioni. I luoghi di preghiera non sono più adeguati ai flussi che vi transitano e la legge regionale invece di arrivare per trovare delle soluzioni realistiche blocca tutte le iniziative lasciando la comunità nel caos. Il Comune non trovando gli strumenti di legge ha fatto abortire il bando delle moschee facendo perdere delle somme colossali alle associazioni iscritte all'albo". La Casa della cultura musulmana aveva partecipato al bando del Comune di Milano per l'assegnazione dell'edificio di via Esterle. Bando poi cancellato dal Comune stesso, dopo che la Regione ha approvato una legge molto restrittiva sull'apertura di luoghi di culto.  

Da oltre venticinque anni la Casa della cultura musulmana ha la sede in un ex garage in via Padova 144. È frequentata da circa 5 mila persone ogni settimana. Ora è sotto sfratto. "Attualmente stiamo cercando un luogo per traslocare badando che sia rispettata la legge regionale prima che scatti lo sfratto esecutivo il 15 febbraio del prossimo mese". (dp) 

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