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19 maggio 2004 ore: 17:04
Economia

Confermato il Fondo nazionale per le politiche sociali. Sarà di 1 miliardo e ''indistinto''. Domani la ratifica in Conferenza Stato-Regioni

Grazia Sestini

Grazia Sestini

ROMA – Il Fondo nazionale per le politiche sociali che verrà gestito dalle regioni è stato confermato in un miliardo di euro. La decisione del governo verrà ufficialmente comunicata domani nella Conferenza Stato-Regioni, mettendo fine a due mesi e mezzo di apprensioni da parte degli enti locali, che con questi fondi dovranno far funzionare una miriade di servizi destinati alla categorie più svantaggiate.

Dopo il primo incontro avvenuto a fine febbraio, in cui la somma del miliardo di euro era stata comunicata dal ministro del welfare Maroni, erano infatti iniziate a circolare voci su un disaccordo del ministero dell’economia. Voci che avevano messo le Regioni sul piede di guerra, al punto che la questione del Fondo sociale era divenuta una delle pregiudiziali della Conferenza dei governatori per riprendere il dialogo generale con il governo, interrotto da diverse settimane.

Il Fondo sociale sarà completamente “indistinto”, cioè non ci sarà per le Regioni una destinazione prestabilita, come avveniva in passato e come la stessa riforma dell’assistenza (legge 328/2000) prescrive. A determinare il cambiamento, in gran parte già in vigore anche nel 2003, è stata una sentenza della Corte costituzionale, che aveva accolto l’istanza delle Regioni le quali rivendicano la “competenza esclusiva” sugli interventi socio-assistenziali.

Il miliardo di euro raggruppa comunque le stesse voci indicate dalla 328, unificando in un unico fondo il denaro previsto per finanziare ad esempio la legge sull’infanzia (285), quella sulla droga, interventi per la disabilità ecc. Nel Fondo 2004 l’unica novità proviene dai 150 milioni di euro che il governo aveva destinato alla costruzione di nuovi asili nido nelle aziende e negli enti pubblici: anche queste risorse erano state “trasferite” alla competenza delle Regioni da un’altra sentenza della Consulta.

Il sottosegretario al welfare Sestini sottolinea la rilevanza della somma destinata al Fondo “che per la prima volta raggiunge il miliardo di euro e che è sensibilmente cresciuta rispetto al 2001”. “Abbiamo fatto un grande sforzo – aggiunge – affinché alle Regioni fosse possibile mantenere sia la quantità che la qualità dei servizi sociali”.

Riguardo la caduta delle destinazioni prestabilite dei fondi, la Sestini si dice “d’accordo, non solo perché questa materia è di esclusiva competenza delle Regioni, ma anche perché questo principio è coerente con quella della sussidiarietà verticale”. Il problema, semmai, sottolinea il sottosegretario, “è che una volta che lo Stato ha trasferito il denaro alle regioni, perde totalmente il polso della spesa sociale a livello locale”. A questo proposito, la Sestini ha annunciato per la fine di giugno i risultati del primo monitoraggio esteso della spesa sociale a cui hanno aderito 850 comuni italiani. (st)

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