14 giugno 2021 ore: 11:40
Ambiente

Coronavirus e ambiente: la svolta green passa dal volontariato

Il Csv di Ferrara e Modena ha raccolto opinioni e buone prassi delle associazioni del territorio in tema di sostenibilità. Oltre a iniziative di sensibilizzazione e una corretta gestione dei rifiuti gli enti sono pronti ad investire in mobilità sostenibile e formazione, soprattutto per i giovani
Giornata del creato, terra su mani, ambiente - SITO NUOVO

Il Covid ha messo a dura prova il mondo del volontariato e il terzo settore nel suo complesso. La ripartenza non potrà prescindere da una netta svolta green del sistema produttivo e di tutto il nostro modo di vivere, compreso il mondo del terzo settore. Su questo il centro di servizio per il volontariato di Ferrara e Modena “Terre Estensi” è convinto di poter giocare un ruolo da testimone credibile e di stimolo. È sulla scia di queste considerazioni che nelle scorse settimane ha lanciato il questionario "Quale sostenibilità ambientale è possibile?" diffuso alle associazioni e movimenti civici delle province di Ferrara e Modena che hanno fatto pervenire 228 questionari.

Significativo è il fatto che gran parte delle realtà che hanno partecipato all’indagine sono attive in diversi ambiti (sociali, socio-assistenziale, sportivo, culturale...) e non soltanto da gruppi direttamente riconducibili ad attività ambientali, a dimostrazione di una consapevolezza sempre più diffusa sui temi della tutela e  contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici.

Rispetto alle iniziative sulla sostenibilità ambientale già messe in campo dal volontariato modenese e ferrarese, il 30 per cento dei partecipanti al questionario dichiara di svolgere una corretta gestione dei rifiuti; il 15 per cento è attento alla progettazione e organizzazione di eventi sostenibili; quasi il 15 per cento mostra particolare sensibilità alla fornitura di beni, utenze e servizi. Tra le azioni e iniziative che si vorrebbero potenziare per migliorare il livello di sostenibilità ambientale al primo posto c’è la mobilità sostenibile (25,8 per cento); a seguire la corretta gestione dei rifiuti, l’efficienza nella gestione dei consumi, l’attenzione alla fornitura di beni e servizi, l’informatizzazione dei processi interni.

Per quanto riguarda le prospettive di sviluppo – commenta il presidente del Csv Alberto Caldana -  oltre il 29 per cento dei rispondenti auspica di avere  accompagnamento e sostegno da parte del Csv, nei progetti di sensibilizzazione ai temi della sostenibilità ambientale rivolti in particolar modo ai giovani e alle scuole, mentre il 27 per cento è interessato a seminari, lezioni e momenti formativi sul tema della sostenibilità ambientale, anche considerando le specificità del contesto locale, e gli interessi della mia specifica realtà. Il 22 per cento chiede un accompagnamento progettuale e supporto alla costruzione di reti per partecipare a bandi e accedere ad opportunità di finanziamento specifiche degli enti locali, con progetti che incentivino la sostenibilità ambientale e il 21,4 per cento chiede un supporto per la conoscenza su agevolazioni fiscali, bonus, premi, opportunità utili alla realizzazione di interventi concreti per il miglioramento della propria organizzazione in termini di sostenibilità».

Ed è in chiave sostenibile anche il percorso intrapreso dal Csv con l’Università del Volontariato, che sta coinvolgendo la governance del Csv e gli operatori in ambito formativo, gestionale e progettuale. A dare lo sprone è stato proprio l’uso mirato del digitale, dettato ancora di più dall’emergenza sanitaria.

Già attiva a Ferrara da quattro anni e avviata nel territorio modenese durante la pandemia, dal 2020 il progetto formativo ha registrato un bilancio soddisfacente. Con oltre una trentina di corsi e due master che si sono svolti tutti on line e la partecipazione di circa 1000 volontari degli enti del terzo settore di Modena e di Ferrara, le 216 ore di formazione a distanza erogate dal Csv si sono infatti tradotte in un risparmio stimato di 288,95 ore di spostamenti in auto, circa 14.447,61 chilometri corrispondenti a 2312 chili di CO2, ossia un impatto positivo sull’ambiente pari alla piantumazione di 93 alberi. (Laura Solieri)

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