27 giugno 2019 ore: 11:28
Immigrazione

Da profughi a sarti, i migranti ricevono gli attestati formativi

Dopo un lungo percorso di formazione professionale, 6 migranti si sono specializzati all’interno del laboratorio del brand fiorentino Waxmore. Il progetto sostenuto dalla Fondazione Il Cuore si scoglie 

FIRENZE – Da profughi a sarti professionali. Emozione e soddisfazione per i 6 giovani sarti che hanno appena terminato il loro percorso formativo-lavorativo in ambito sartoriale dal titolo “Voglio fare il sarto”. Stamattina i migranti-sarti hanno ottenuto la consegna degli attestati agli studenti, tutti richiedenti asilo che hanno frequentato la seconda edizione del percorso formativo-lavorativo di moda, taglio e cucito. Nell’ambito della consegna degli attestati sono stati esposti i lavori svolti durante i quattro mesi di training e il progetto finale, mentre per i giovani che hanno partecipato parte la ricerca attiva di una occupazione nel settore moda.

 

“Voglio fare il sarto” è un progetto dell’Associazione Culturale Officina Creativa LAB, portato avanti insieme al brand fiorentino Waxmore grazie al sostegno della Fondazione Il Cuore si scioglie onlus. Il progetto nasce nel 2017 nell’ambito della campagna di crowdfunding Pensati con il Cuore, che ha coinvolto anche la Sezione Soci Coop di Prato e importanti realtà del territorio come il Museo del tessuto di Prato e il liceo artistico di Montemurlo. Per questa seconda edizione gli studenti sono stati ospitati dalla sezione moda del liceo artistico di Porta Romana di Firenze.

 

Obiettivo: creare una linea di moda etica che rappresenti un esempio concreto di integrazione e dare opportunità per il futuro a chi è arrivato da poco nel nostro Paese.

 

Il progetto si è sviluppato attraverso la collaborazione fra sarte italiane e alcuni giovani richiedenti asilo e rifugiati, che per quattro mesi hanno studiato le basi della progettazione in ambito moda e del taglio e cucito. I partecipanti al percorso professionalizzante avevano tutti già alcune esperienze nel settore nel Paese di origine e attraverso questa esperienza hanno avuto una importante occasione per valorizzare le proprie competenze, maturando un’esperienza lavorativa che potrà essere utile per il loro futuro.

 

Per il futuro, i soggetti che hanno promosso Voglio fare il sarto stanno valutando la possibilità di sviluppare ulteriormente il progetto per portare formazione ed occupazione direttamente sui territori di provenienza dei migranti e richiedenti asilo, in modo da mettere in moto un progetto circolare per l’Africa.

 

“Questo progetto oltre a rappresentare un esempio concreto di integrazione offre un’opportunità formativa spendibile anche nei propri paesi d’origine – dichiara Giulio Caravella della Fondazione Il Cuore si scioglie – Siamo convinti che possa diventare un modello di riferimento che potrà fare la differenza anche in Africa”. 

 

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