27 dicembre 2018 ore: 18:02
Non profit

Aumento Ires al non profit, Gelli (Cesvot): "Servono atti, non promesse"

Il presidente del Centro servizi volontariato toscano: "Chiediamo modifiche immediate, a questo serve il Parlamento. Altrimenti il mondo del volontariato sarà pronto a mobilitarsi in maniera importante”
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FIRENZE - “Vedo che sia il vicepremier Di Maio che il suo collega Salvini si sono resi conto di aver fatto un errore. Dicono che vogliono rimediare, bene. Ma servono atti concreti e non vuote promesse. E questi atti devono vedersi subito. Perché raddoppiare l'Ires portando il prelievo dal 12% al 24% può significare in molti casi la crisi di tantissime associazioni di volontariato anche in Toscana” così il presidente del Cesvot, il Centro Servizi Volontariato Toscana, Federico Gelli, lancia il suo appello al Parlamento affinché blocchi l'aumento fiscale deciso dal Governo e inserito nella manovra economica attraverso il cosiddetto maxi-emendamento che dopo aver incassato il via libera al Senato ora è in discussione alla Camera.

- “In questo momento - spiega Gelli - sarebbe davvero un terribile errore aumentare i costi a carico di iniziative senza fini di lucro che quotidianamente operano per gli altri, soprattutto per chi ha più bisogno. Di Maio dice che voleva punire i furbetti e non chi fa volontariato, ma le sue sono dichiarazioni pretestuose perché o non aveva letto la norma che raddoppia l'Ires, è questo sarebbe assai grave per un vicepresidente del Consiglio dei Ministri, oppure l'ha letta, l'ha capita e ha voluto fare quel che ha fatto ma poi ha ingranato la marcia indietro perché spaventato dalle proteste e dalla mobilitazione del mondo del volontariato. In entrambi i casi si tratta di una pessima prova di governo”.

“Non si tratta di imprese commerciali – aggiunge il presidente Cesvot - , ma di associazioni, enti, istituti che utilizzano tutti i fondi di cui dispongono per fornire servizi essenziali per far stare in piedi il nostro sistema di welfare che se dovesse basarsi solo sulla risposta del Pubblico terrebbe fuori dalle proprie porte migliaia di persone che hanno bisogno. Se questi enti saranno fatti chiudere nessuno ne ricaverebbe un beneficio: né i volontari che dedicano parte del proprio tempo e professionalità, né gli utenti che ricevono servizi a costo zero, né le casse pubbliche di Comuni e Regioni che dovrebbero far fronte di tasca propria a bisogni elementari non più soddisfatti dal no-profit”.

“Quello che è certo è che il mondo del volontariato non può accontentarsi di promesse, servono fatti e atti chiari e inequivocabili che blocchino subito qualsiasi ipotesi di raddoppio dell'Ires a carico del No Profit. Per questo chiediamo modifiche immediate, a questo serve il Parlamento. Altrimenti il mondo del volontariato sarà pronto a mobilitarsi in maniera importante” conclude Gelli.

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