1 giugno 2022 ore: 18:05
Salute

E’ nata “Ti do aiuto”, la prima associazione a supporto di chi è stato in terapia intensiva

Tra gli obiettivi dell’associazione toscana: collaborare con le Istituzioni e la società civile per svolgere un’azione costante e duratura per umanizzare le cure in terapia intensiva e l’accompagnamento e il supporto delle persone guarite da una grave malattia acuta

FIRENZE - Chi ha vissuto l’esperienza della terapia intensiva lo sa. Lo sanno anche i familiari di coloro che hanno avuto un periodo di permanenza in terapia intensiva: una volta superato quel momento, il supporto è fondamentale. Vuoi per il complesso percorso di riabilitazione, vuoi per le cure particolari che è necessario riservare o anche solo per un supporto psicologico per tornare alle attività sociali. Un insieme di sostegni e di aiuti non sempre sono reperibili in via automatica e che adesso interpreta e mette in pratica l’associazione “Io ti do aiuto”. Nata per volontà di chi ci è già passato, l’associazione “Io ti do aiuto” è presieduta da Luigi Paccosi, presidente di Cesvot e riunisce al momento 40 soci.

Tra gli obiettivi dell’associazione: collaborare con le Istituzioni e la società civile per svolgere un’azione costante e duratura per umanizzare le cure in terapia intensiva e l’accompagnamento e il supporto delle persone guarite da una grave malattia acuta. Inoltre, promuovere l'informazione sulle cure dopo un ricovero in terapia intensiva; supportare e farsi carico di interventi rivolti ai familiari (caregivers) che si occupano dei pazienti dimessi da una terapia intensiva. Ancora, contribuire concretamente ad una organizzazione su larga scala dell'offerta socio-sanitaria; impegnarsi, attraverso la collaborazione tra cittadini, Enti pubblici e privati, Associazioni ed Enti del Terzo Settore in genere, nella costruzione di una rete di Centri di assistenza (Recovery Center) disegnati espressamente per le persone che sono state ricoverate per un periodo significativo in una terapia intensiva per insufficienza respiratoria, trauma, infezioni gravi, gravi disfunzioni d’organo e altre condizioni con lo scopo di prevenire ulteriori complicanze, accelerare il processo di recupero e supportare la persona nel reinserimento sociale.

 “Costituire questa associazione così bella, che riunisce pazienti, familiari e eccellenze nel campo sanitario, mettendo in rete chi ha vissuto direttamente o indirettamente l’esperienza della terapia intensiva e di conseguenza un percorso di riabilitazione così delicato, e’ un’azione che va a colmare un vuoto e quindi quantomai importante - ha detto il presidente Eugenio Giani – La parola terapia intensiva mi è diventata vicina da quando sono presidente perché è passata da una dimensione di nicchia a una dimensione di massa ed io, che ci sono a tu per tu ogni giorno con i bollettini Covid che mi aggiornano quotidianamente, ho preso coscienza di quanto la terapia intensiva sia una dimensione a cui si può arrivare tutti. Questa è una delle consapevolezze che ci ha lasciato il Covid e perciò il post terapia intensiva, ma naturalmente di ogni patologia, va seguito con cure a 360 gradi. Aggiungo che la condivisione di questa esperienza si è inserita in un sistema sanitario e sociale come quello toscano che non lascia indietro nessuno e il veder nascere un’associzione in questo tessuto straordinario è una bellissima notizia. Augurandole buon lavoro dico, fin da adesso, che la Regione c’è e che sarà al suo fianco”.

“E’ importante - ha detto la vicepresidente Stefania Saccardi - che ci siano associazioni che si propongono come finalità quella di collaborare e stimolare le istituzioni e il sistema sanitario nel suo complesso, in relazione a patologie particolari come quelle di persone che hanno passato a volte anche lunghi periodi nelle rianimazioni. Le rianimazioni non sono reparti come gli altri, sono reparti con una intensità di cura altissima e dai quali si esce, quando si esce, non solo con segni fisici ma anche con profondi segni psicologici. Credo sia importante avere un’associazione composta da professionisti, pazienti, familiari, che si occupa di chi in qualche modo è segnato da simili cicatrici e che garantisce un supporto e un’attenzione che coinvolgono anche il nucleo familiare. Aver presentato questa nuova realtà in Regione è il segnale dell’approccio di “Ti do aiuto”, che non è antagonista rispetto alle istituzioni ma è collaborativo e sicuramente sarà di stimolo e di supporto a tutti noi”.

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