13 febbraio 2019 ore: 10:53
Non profit

I dipendenti aziendali nel volontariato, la proposta del Terzo settore toscano

Tra i temi sollevati dai partecipanti alla conferenza toscana di sabato scorso, la richiesta di rafforzare la cultura del volontariato nelle aziende attraverso l’impiego volontario dei dipendenti, una tantum, nelle associazioni che fanno del bene
Jacopo Storni conferenza terzo settore toscana

FIRENZE – C’è chi chiede di snellire le procedure burocratiche per le associazioni, chi chiede di far entrare la cultura del volontariato nelle aziende, chi vorrebbe mettere in rete tutti i volontari toscani, chi sogna una più proficua collaborazione tra istituzioni e volontariato, chi richiede alle pubbliche amministrazioni di farsi promotrici di partnership tra mondo profit e associazionismo, chi sogna un Open day annuale del Terzo settore.

Sono soltanto alcune delle proposte e delle richieste avanzate dai quasi mille partecipanti (in rappresentanza di oltre 400 associazioni) alla conferenza toscana del Terzo settore, promossa sabato scorso al Nelson Mandela Forum dall’assessorato alle politiche sociali della Regione Toscana insieme al Cesvot, il Centro servizi volontariato toscano che ha diffuso un lungo documento con le decine di proposte avanzate dalle persone che, suddivise per tavoli tematici, hanno preso parte al meeting. Molte proposte concrete, altre più astratte.

Ecco alcune delle proposte nei vari tavoli tematici. Il tavolo numero 1 - con tema Identità, forma associativa, responsabilità e interesse generale- è terminato con numerosi consigli e richieste tra cui quella di istituzionalizzare con le pubbliche amministrazioni momenti di incontro per settori o aree in ambito Terzo settore e quella di creare un ente sovrano che rappresenti a livello regionale gli enti del Terzo settore e che al suo interno sia suddiviso nelle principali categorie associative. Tante proposte anche al tavolo numero 2 sul tema Rapporti terzo settore/enti pubblici: dai registri vigenti al Registro unico del terzo settore. Qui è stato proposto di ridurre il numero degli interlocutori pubblici per la gestione dei Registri delle organizzazioni di volontariato; e poi la richiesta di istituire una piattaforma informatica gestita dalla Regione sullo stato di attuazione della riforma sul Terzo settore. Al tavolo numero 3 - sul tema Rapporti terzo settore/enti pubblici: il ruolo complessivamente svolto dal terzo settore nel welfare e nello sviluppo locale- è stato chiesto di facilitare in ogni modo dal punto di vista burocratico e normativo quelle realtà, anche piccole, che si prendono carico dei bisogni invisibili; è qui che i partecipanti hanno richiesto alle pubbliche amministrazioni di farsi promotrici di partnership con il mondo profit; sempre da questo tavolo, la richiesta alla Regione di fare della conferenza toscana sul Terzo settore un appuntamento annuale fisso, cosa per altro già prevista dall’assessorato al welfare. 

Grande partecipazione anche al tavolo 4 - sul tema Rapporti terzo settore/enti pubblici: co-programmazione, co-progettazione e convenzioni- dove i volontari hanno richiesto di fare più rete tra gli enti del Terzo settore e hanno proposto la creazione e diffusione di un catalogo delle buone pratiche. E poi il tavolo numero 5 - su Ruolo e apporto del volontariato nel terzo settore- i cui partecipanti hanno avanzato la proposta di sistemi di regole che riconoscano l’azione volontaria per i suoi contenuti e non per le sue quantità. 

Al tavolo 6 - su ciclo di vita, rapporti intergenerazionali e giovani nel terzo settore– una delle proposte più interessanti, quella far entrare la cultura del volontariato in azienda con formule specifiche affinché un certo numero di ore lavorative venga impiegato dai dipendenti nelle associazioni. E’ poi è stato chiesto di mettere in rete i volontari toscani, di educare le famiglie e la scuola alla cittadinanza sociale e di valorizzare l’alternanza scuola lavoro, oltre a creare degli Open Day del Terzo Settore. E poi il tavolo 7 - sulla formazione per il Terzo settore - dove i partecipanti hanno chiesto una formazione dei quadri dirigenti sugli aspetti di: efficienza organizzativa, marketing sociale, raccolta fondi, gestione conflitti. Al tavolo 8 si è discusso di Misurazione dei risultati e trasparenza per il terzo settore: dal bilancio d’esercizio al bilancio sociale e alle valutazioni d’impatto sociale, I partecipanti hanno richiesto l’elaborazione di linee guide condivise per aiutare gli enti del Terzo settore a misurare i risultati delle proprie attività

Al tavolo 9 si è parlato di accesso al credito e strumenti finanziari per il terzo settore. Qui è stato chiesto di sensibilizzare la comunità alla cultura della donazione e di semplificare l’accesso alle risorse pubbliche, oltre a creare formazione dedicata alla realizzazione dei piani di attività, ad esempio i business plan. E’ stato poi chiesto di istituire un fondo di garanzia regionale dedicato agli enti del Terzo settore. Infine il tavolo 10 - sul tema Terzo settore e impresa sociale- dove i volontari hanno chiesto di rafforzare i controlli per evitare che il profit utilizzi la forma dell’Impresa Sociale in maniera impropria. 

 

 

© Copyright Redattore Sociale