10 maggio 2018 ore: 12:26
Famiglia

In Italia l'86 per cento dei bimbi allattati: un primato tra i paesi "ricchi"

Nuovo studio Unicef. Nel mondo circa 7,6 milioni di bambini ogni anno non vengono allattati. Anche se il latte materno salva vite, protegge i bambini e le madri da malattie letali, circa il 21% dei bambini nei paesi ad alto reddito non sono mai stati allattati
Allattamento al seno

"Secondo un nuovo studio dell'Unicef lanciato oggi, il numero di bambini che non vengono allattati resta ancora alto, in particolare nei paesi piu' ricchi. Nel mondo, circa 7,6 milioni di bambini ogni anno non vengono allattati. Lo studio mostra che, anche se il latte materno salva vite, protegge i bambini e le madri da malattie letali e contribuisce a raggiungere un QI piu' alto e risultati scolastici migliori, circa il 21% dei bambini nei paesi ad alto reddito non sono mai stati allattati. Nei paesi a basso e medio reddito questo tasso e' del 4%". Cosi' in un comunicato l'Unicef.

"Lo studio- continua la nota- mostra che i bambini hanno probabilita' maggiori di essere allattati almeno una volta nei paesi a basso e medio reddito, come Bhutan (99%), Madagascar (99%) e Peru' (99%), rispetto a quelli nati in Irlanda (55%), Stati Uniti (74%) o Spagna (77%). In Italia questa percentuale e' dell'86%, in Germania dell'82%, nel Regno Unito 81% e in Spagna 77%, superate dai paesi del Nord Europa, come Finlandia (92%), Norvegia (95%) e Svezia (98%). Solo negli Stati Uniti vive quasi oltre un terzo dei 2,6 milioni di bambini dei paesi ad alto reddito che non sono mai stati allattati".
"L'allattamento- ha dichiarato Shahida Azfar, Vicedirettore generale ad interim dell'Unicef- e' il miglior regalo che una madre, ricca o povera, possa fare al suo bambino e a se stessa. Celebrando la Festa della Mamma, dobbiamo dare a tutte le madri del mondo il supporto di cui hanno bisogno per allattare".

"Tuttavia- continua Unicef- i dati mostrano che nei paesi a basso e medio reddito, le disparita' di ricchezza influenzano il periodo in cui una madre continuera' ad allattare il bambino. I bambini delle famiglie piu' povere hanno tassi di allattamento fino a 2 anni superiori di circa 1,5 volte ai tassi delle famiglie piu' ricche. Le disparita' sono piu' diffuse in Africa occidentale e centrale e in America Latina e nei Caraibi, dove i bambini delle famiglie piu' povere hanno tassi di allattamento a 2 anni circa doppi rispetto a quelli delle famiglie piu' ricche".
"Sappiamo che e' meno probabile che le madri ricche nei paesi poveri allattino, ma, in qualche modo paradossalmente, i segnali che vediamo indicano che nei paesi ricchi sono i poveri ad avere meno probabilita' di allattare- ha continuato Shahida Azfar, Vicedirettore generale ad interim dell'Unicef. "Queste disparita'- ha sottolineato- nell'allattamento rispetto ai livelli di reddito indicano che i paesi, a prescindere dal livello di ricchezza, non stanno informando e rendendo ogni madre in grado di poter allattare i suoi bambini".

"I fattori che conducono a tassi di allattamento piu' alti variano. Paesi come l'India e il Vietnam- prosegue Unicef- hanno messo in atto politiche forti per proteggere e promuovere l'allattamento. Altri paesi, come il Turkmenistan, hanno tassi molto alti di madri che partoriscono in ospedali amici dei bambini. Quasi tutte le madri in Nuova Zelanda e Sri Lanka partoriscono in strutture amiche dei bambini. Inoltre, i contesti politici e culturali, che comprendono il supporto dei padri, delle famiglie, degli impiegati e delle comunita', giocano un ruolo decisivo".

"Attraverso la sua campagna globale, Every Child Alive,- in Italia, 'Ogni bambino e' Vita'- che ha l'obiettivo di chiedere soluzioni per tutti i neonati del mondo, l'Unicef- sottolinea il comunicato- chiede ai governi, al settore privato e alla societa' civile di: incrementare i fondi e la sensibilizzazione per far aumentare i tassi di allattamento dalla nascita fino a due anni; attuare quadri legislativi forti per regolare la vendita di latte artificiale e altri sostituti del latte materno, come bottiglie o tettarelle; garantire congedi familiari retribuiti e attuare politiche di allattamento sui posti di lavoro, comprese le pause per l'allattamento; implementare i '10 passi per l'allattamento' nelle strutture per la maternita' e garantire latte materno ai neonati malati. E ancora " garantire che tutte le madri ricevano consulenze di qualita' per l'allattamento presso le strutture sanitarie e nella prima settimana dopo il parto; rafforzare i legami tra le strutture sanitarie e le comunita', cosi' che le madri ricevano supporto continuativo per l'allattamento e migliorare i sistemi di monitoraggio per tracciare i miglioramenti delle politiche, dei programmi e delle pratiche per l'allattamento".

"Nel giorno della Festa della Mamma, celebrata in oltre 128 paesi a maggio, la campagna 'Ogni bambino e' Vita' celebra le madri e i loro figli e il loro diritto ad essere supportati durante la gravidanza, il parto e la nascita. Per celebrare la Festa della mamma (il prossimo 13 maggio), l'Unicef Italia- conclude il comunicato- ha lanciato la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi 'Ogni bambino e' Vita' a sostegno di progetti prenatali e postnatali in 10 paesi - Bangladesh, Etiopia, Guinea Bissau, India, Indonesia, Malawi, Mali, Nigeria, Pakistan e Tanzania- dove la poverta' estrema causa gravi carenze nelle infrastrutture mediche e la mortalita' per cause neonatali e' tra le piu' alte al mondo". (DIRE)

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