20 aprile 2016 ore: 13:58
Società

Legge antimoschee in Veneto, "pessima e anticostituzionale. Il Governo intervenga"

Presentata alla Camera l’interpellanza parlamentare depositata dai parlamentari Pd, Luigi Laquaniti e Khalid Chaouki. "E' palesemente discriminatoria verso le minoranze religiose". Zaccaria: "Troppe lacune nel nostro ordinamento, manca legge organica". Khochali (comunità islamica Verona): "Noi considerati come ebrei negli anni 30"
Moschea e musulmani in preghiera

ROMA - Un’interpellanza parlamentare, rivolta al Governo e in particolare al ministro dell’Interno Angelino Alfano, per dire no alla “pessima legge antimoschee” approvata il 5 aprile scorso dalla regione Veneto . Il provvedimento, deposito da Luigi Laquaniti e Khalid Chaouki, deputati de Pd, è stato presentato oggi alla Camera. “Questa legge presentata come una legge di natura urbanistica, viola gravemente il diritto costituzionale e la libertà religiosa – sottolinea Laquanita – Con il collega Chaouki abbiamo deciso di cominciare subito a investire il governo di questo problema con un atto di sindacato ispettivo”.Già lo scorso anno la Lombardia tentò di fare una legge regionale per limitare la costruzione di luoghi di culto, che fu poi bocciata dalla Corte costituzionale. “Questa legge cerca di arginare gli ostacoli costituzionali in cui era incappata la Lombardia – aggiunge Laquanita- ma è palesemente discriminatoria contro le minoranze religiose”.

Formalmente la legge veneta si intitola «Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio», ma è ormai  nota come "legge antimoschee". E' stata approvata con 30 voti a favore( tutti di Lega e centrodestra), 8 contrari e 1 astenuto . La legge stabilisce che i luoghi di culto possono sorgere soltanto in aree F (infrastrutture e impianti di interesse pubblico, nella maggior parte dei Comuni previste solo in periferia), purché dispongano di strade, parcheggi e opere di urbanizzazione adeguate e previa convenzione stipulata col Comune. Questi limiti non si applichino agli edifici esistenti (clausola, secondo alcuni, inserita per salvare gli edifici cattolici), anche qualora vogliano ampliarsi fino al 30 per cento, sempre che siano immobili destinati al culto (sagrato incluso), abitazioni dei ministri del culto o del personale di servizio (come le perpetue o i campanari), immobili adibiti ad attività educative (le scuole paritarie), culturali, sociali, ricreative e di ristoro (patronati o oratori). 

A rendere possibile un provvedimento come quello del Veneto, sono le lacune nel nostro ordinamento giuridico, spiega Roberto Zaccaria, professore di diritto cosituzionale all’università di Firenze: "il paradosso è che la  libertà religiosa nella nostra Costituzione è disciplinata in 4 articoli, ma manca una legge organica di riferimento – spiega –per questo ad oggi si fa ancora riferimento a una legge fascista : il pilastro rimane infatti la norma del ‘29 sui culti ammessi”. Zaccaria ricorda inoltre che “la disciplina della materia religiosa è riservata alla Stato, le regioni hanno competenza solo in relazione al governo del territorio – sottolinea -. Nel caso del Veneto siamo di fronte al tentativo di utilizzare un percorso astrattamente ammissibile per affrontare un discorso di carattere religioso: nasconde cioè una serie di scelte che non competono a chi si occupa di urbanistica. Oltre all’intervento di natura politica sarebbe importane un intervento della corte costituzionale come successo in Lombardia. L’interpellanza parlamentare è giustissima – aggiunge – ma va  interpellata  anche la presidenza del Consiglio per  impugnare la legge entro 60 giorni”.

Mohsen Kochali, presidente comunità islamica Verona ha ribadito il dissenso della comunità musulmana: “siamo di fronte a politiche populiste che non risolvono i problemi – afferma – i musulmani a Verona sentono un’aria simile a quella che si respirava negli  anni ‘30: la Shoa non ha insegnato niente, ancora oggi  si continua con le discriminazioni e le offese gratuite. La Comunità islamica è sempre più bastonata”.  

Come ricorda Luca Maria Negro, presidente delle Chiese evangeliche, la legge veneta non penalizza solo i musulmani ma tutte le altre comunità religiose: “ la riteniamo una legge sbagliata che aumenterà la ghettizzazione delle minoranze religiose che non dispongono di un’intesa con lo Stato– sottolinea -. Il testo limita la possibilità di aprire luoghi di culto invece di promuovere l’integrazione, così si mina il pluralismo religioso e la possibilità di crescere nella convivenza. Il nostro auspicio è che il governo impugni questo provvedimento lesivo”. (ec)

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