20 aprile 2016 ore: 16:37
Società

Libertà di culto, Zaccaria: “Basta discrezionalità, serve una legge organica”

Il docente di diritto costituzionale sta elaborando un testo con gli esperti della fondazione Astrid che sarà reso pubblico a settembre: “Fare una legge significa fare pienezza del diritto. Questi temi toccano tutti gli aspetti della vita delle persone”
Moschea a Milano. Musulmani senza scarpe davanti al luogo di culto

ROMA – L’ultimo in ordine di tempo è stato il caso della regione Veneto che ha emanato una legge in materia urbanistica, indirizzata a disciplina re la costruzione dei luoghi di culto, subito ribattezzata “legge antimoschee”.Prima ancora ci aveva provato la Lombardia, ma il provvedimento di Maroni era stato bocciato dalla Corte costituzionale. Tutti episodi che si fondano sulle “lacune del nostro ordinamento giuridico e che rendono sempre più urgente l’emanazione di una legge organica sulla libertà di culto”: a sottolinearlo è Roberto Zaccaria, docente di diritto costituzionale e presidente del Cir. Già nel 2006, da parlamentare Zaccaria aveva elaborato un testo in materia, che però restò fermo in commissione Affari costituzionali. A settembre insieme alla fondazione Astrid, presenterà un nuovo testo, insieme ad altri esperti di diritto, ma sottolinea “serve la volontà politica di portarlo avanti”.

Professor Zaccaria, sta facendo molto discutere la legge ribattezzata “antimoschee” approvata dalla regione Veneto. Secondo lei è una normativa impugnabile davanti alla Corte costituzionale come successo nel caso della Lombardia?
Secondo me sì. Se fossi al Governo la impugnerei, perché è chiaro l’intento elusivo cioè l’intento di disciplinare una materia arrivando a toccare i profili di un’altra materia: l’urbanistica è una cosa la disciplina del fenomeno religioso è un’altra. Secondo il mio punto di vista il provvedimento contiene, inoltre, alcune norme fragili: la collocazione, la norma transitoria e il distinguo tra chi ha già un luogo di culto e chi no.

Come lei ha ribadito più volte questi provvedimenti regionali si basano sulle lacune del nostro ordinamento giuridico. E’ arrivato il momento di una legge che disciplini la libertà di culto?
Fare una legge generale significa fare pienezza del diritto, e quindi contrastare la discrezionalità che porta a operazioni non chiare. Credo quindi che serva una legge organica, anche perché in questa materia rientrano diversi aspetti: per esempio l’autorizzazione ai ministri del culto, i matrimoni, le sepolture. Tutti aspetti fondamentali nella vita di una persona. E che oggi sono ancora legati a una legge del 1929. Il paradosso è che la libertà di culto formalmente è la più disciplinata: la Costituzione le dedica 4 articoli, ma poi da più di dieci anni non si riesce a fare una legge.

Con gli altri esperti della fondazione Astrid state elaborando un testo per arrivare a una normativa che disciplini la materia. Ci sarà la volontà politica di portarla avanti?
Astrid è una fondazione culturale, dove si riuniscono diversi esperti e professori. Noi lavoriamo in rapporto al Parlamento: facciamo per esempio una serie di osservazioni sulle proposte di legge ma non spetta a noi l’iniziativa parlamentare. Noi stiamo lavorando a un testo, che attualizza anche proposte fatte in passato. Ora dobbiamo cercare un link nel governo perché questo è un testo difficile e impegnativo, se non è accompagnato da una volontà politica forte rischia di diventare una vetrina inutile. (ec)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news