25 maggio 2012 ore: 11:49
Non profit

Lpu: a Lamezia convenzione attiva da un anno, due persone coinvolte

La gestisce una cooperativa sociale. Il comune ha sollecitato le amministrazioni pubbliche e le associazioni del comprensorio per accrescere le opportunità di recupero
LAMEZIA TERME - E’ attiva da circa un anno la convenzione che il comune di Lamezia ha stipulato col tribunale per l’applicazione della pena del lavoro di pubblica utilità a condannati che si siano macchiati di reati minori. In questo periodo sono state due le persone che hanno svolto gratuitamente questi  lavori; due uomini adulti, rei di aver guidato in stato di ebbrezza. La “pena riabilitativa” è stata scontata a favore della cooperativa sociale Cepros, finora l’unico sodalizio lametino che ha dato la disponibilità per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. I settori in cui i due uomini sono stati impiegati sono: accompagnamento minori e disabili, aiuto al centro diurno sociale.
 
A seguire costantemente l’applicazione della convenzione è l’assessorato alle Politiche sociali del comune di Lamezia con  la dirigente Teresa Bambara e l’operatrice sociale Aurora Montano. “I due percorsi riabilitativi finora avviati e conclusi – spiegano le due rappresentanti dell’assessorato – hanno avuto un riscontro positivo, non ci sono state né lamentele, né recriminazioni sia da parte della Cepros, sia da parte dei soggetti coinvolti”. Bambara e Montano tengono anche a sottolineare che nei prossimi giorni partirà un nuovo percorso riabilitativo per un’altra persona che deve scontare una pena lieve, “ulteriore dimostrazione che la convenzione funziona e che continua ad offrire la possibilità di riscattarsi a chi ha sbagliato. In questo modo il condannato restituisce alla comunità ciò che le aveva tolto, perché lavora gratuitamente e perché svolge un’occupazione utile a tutta la collettività”.
 
Le esponenti dell’assessorato evidenziano anche il fatto che il comune di Lamezia ha sollecitato anche le amministrazioni comunali vicine a stipulare la convenzione col tribunale per allargare la sfera d’azione a tutto il comprensorio e per creare una sorta collaborazione sinergica tra enti locali e realtà associative, in modo da accrescere le opportunità di recupero per chi deve scontare il suo debito con la giustizia. L’invito a dare la disponibilità per i lavori di pubblica utilità è stato anche rivolto ad associazioni e cooperative presenti sul territorio, perché si crei una rete solidale a favore di chi ha sbagliato ma vuole fortemente reinserirsi nel contesto sociale e lavorativo della realtà locale. (Maria Scaramuzzino)
© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news