24 giugno 2015 ore: 15:40
Immigrazione

Migranti: 770 sbarcati a Palermo, volontari in campo per la prima accoglienza

Un mosaico di nazionalità diverse. Già attivi per la maggior parte di loro i primi trasferimenti in altre regioni. A Palermo solo per pochi giorni ne rimarranno circa 300. L’invito della Caritas alla cittadinanza è quello di contribuire con vestiario e viveri
Palermo 23/06/2015: sbarco migranti al porto del capoluogo siciliano 1

Lo sbarco di 770 migranti al porto del capoluogo siciliano

Lo sbarco dei migranti al porto del capoluogo siciliano
Palermo 23/06/2015: sbarco migranti al porto del capoluogo siciliano 3

PALERMO – Sono arrivati stamattina al porto di Palermo 770 migranti a bordo di una nave norvegese: un mosaico di nazionalità diverse anche se la maggior parte viene dall'Eritrea. Si tratta, in particolare, di 169 donne di cui 9 in gravidanza, con 42 bambini anche molto piccoli al seguito e di 557 uomini tra cui, in fase ancora di accertamento, circa una trentina di minori stranieri non accompagnati. Arrivano da Siria, Sudan, Nigeria, Gambia, Senegal, Libia, Marocco, Pakistan, Camerun, Bangladesh, Costa D’Avorio. Ad accoglierli al porto di Palermo la task force, coordinata dalla prefettura di Palermo, di cui fanno parte l’Asp, Croce Rossa, Caritas Palermo, Protezione civile, comune e forze dell’ordine.

La Caritas di Palermo, anche se i numeri non sono ancora certi, dovrebbe dare ospitalità a circa 300 migranti: 200 al centro di accoglienza di Giacalone e 100 al centro San Carlo e Santa Rosalia di Palermo. Trecento profughi saranno invece trasferiti in giornata in altre strutture del Nord Italia; mentre la restante parte, numero ancora da definire, troverà ospitalità presso la Caritas di Monreale. "In relazione alle nazionalità presenti - dichiara il prefetto Francesca Cannizzo - creiamo i gruppi e di conseguenza il tipo di distribuzione nazionale. Secondo il piano predisposto dal ministero degli Interni molti di loro andranno in Piemonte, Veneto, Campania, Trentino, Toscana, Emilia e Abruzzo. Alcuni rimarranno per alcuni giorni nei centri di Palermo per poi ripartire".

Ventiquattro i volontari che hanno offerto il loro contributo nelle operazioni di sbarco e primissima accoglienza al porto, distribuendo panini, acqua e scarpe ai profughi. La Caritas ha donato anche parecchi blister di latte pediatrico. Tra le persone che hanno deciso di fornire il loro aiuto a chi in difficoltà, erano presenti anche 9 nuovi volontari che hanno risposto all’appello fatto nei giorni scorsi dalla Caritas. Tra questi c’è Antonino Formisano. “Ho deciso di dare la mia disponibilità. Ho fatto un colloquio con le responsabili dei centri d’ascolto e così da oggi inizia ufficialmente la mia attività di volontariato. È il primo sbarco a cui assisto e nonostante le immagini televisive, attivarsi concretamente è un’emozione diversa. Oggi, qui al porto, posso dire di essere ancora più convinto della scelta che ho fatto”. “Siamo molto soddisfatti – commenta Anna Cullotta, responsabile della area immigrazione di Caritas, che si occupa di coordinare i nuovi volontari -. Numerose le persone che hanno risposto ai nostri appelli, tra giovani, professionisti e pensionati. Stiamo riscoprendo una città solidale, pronta a dare una mano a chi è in difficoltà”. 

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Tra i veterani della Caritas stamattina al porto c’era anche Vito Pecorella: “Al di là di tutte le polemiche sterili di questi giorni, basta avvicinarsi a loro o semplicemente guardarli negli occhi per accorgersi che giungono qui, nelle nostre coste, con il semplice e umano intento di cambiare la loro vita". “Le parecchie nazionalità di appartenenza dei migranti arrivati oggi – afferma pure padre Sergio Mattaliano – fanno comprendere la situazione che si sta vivendo in Libia. Si tratta di un paese che è, ormai da molto tempo, in balia di guerriglie civili da cui queste persone scappano per raggiungere un luogo dignitoso dove potere vivere pensando al futuro. La nostra Europa, come abbiamo ribadito in tanti, non può chiudersi in se stessa, non può chiudere gli occhi davanti a persone fragili e indifese come le tante donne e bambini e minori stranieri non accompagnati che sto vedendo oggi in cerca soprattutto di sostegno e di pace. Noi continuiamo a dare il meglio di noi stessi con tutte le nostre forze e speriamo che ancora più concretamente lo facciano anche gli altri paesi europei”. L’invito della Caritas alla cittadinanza è quello di contribuire in vario modo, in relazione alle proprie possibilità a sostenere la causa oltre che con l’invio di vestiario e viveri, anche con piccoli contributi e offerte economiche che permettano di rispondere meglio ai primi bisogni di queste persone. (set) 

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