30 giugno 2015 ore: 15:34
Immigrazione

Migranti, Caritas: assistiamo al fallimento dell’Europa

Il presidente Franco Soddu esprime il suo parere negativo al decreto legislativo che introduce la reclusione dei richiedenti asilo nei Cie. Sulle quote: "40 mila è un numero insufficiente". Il "piano B" di Renzi? "Una provocazione più che una soluzione”

Roma -  “La nostra Europa non è né solidale né unita”. Franco Soddu, presidente della Caritas Italiana, boccia apertamente il decreto legislativo sull’accoglienza dei migranti che il Parlamento è chiamato a discutere per attuare due direttive europee. La Caritas, Luigi Manconi della Commissione Diritti Umani del Senato, il Centro Astalli, le Acli e le Chiese Evangeliche firmeranno un testo per dire no alla reclusione dei richiedenti asilo. Il punti più criticato è infatti il trattenimento nei Cie dei migranti che hanno chiesto la protezione internazionale. La reclusione era prevista in una serie di casi riguardanti la sicurezza pubblica, mentre ora si estende la misura anche nel caso di rischio di fuga. Una valutazione che spetterebbe al questore, con un margine di ampia discrezionalità.

Per Soddu siamo difronte al fallimento dell’Europa come dimostra il caso di Ventimiglia. “Il blocco dei migranti da parte della Francia è vergognoso e inaccettabile. Nulla è cambiato dalla emergenza Nord Africa del 2011, se non una isteria generale. L’indurimento della politica francese è legato alle prossime elezioni del Presidente della Repubblica e alla paura di perderle. Ma questo è un segnale di forza ridicolo. I cento richiedenti asilo fermi sugli scogli sono la dimostrazione della fragilità di un sistema che si dovrebbe reggere sulla libera circolazione. Ma ormai la parola profughi spaventa”.

“Dietro ad una Europa che litiga non c’è altro che la meschinità di Paesi che vogliono costruire muri”, continua Soddu. “Papa Francesco si è sentito in dovere di chiedere perdono per loro. I profughi non sono pedine sullo scacchiere dell’umanità ma uomini e donne che abbandonano la loro patria e condividono il desiderio di essere qualcosa di più, come ha detto il Papa. Fuggono perché hanno bisogno di avere un futuro”.

La Caritas ha proposto una contro-agenda europea: “Innanzitutto diciamo no ai campi profughi in Paesi del nord Africa e chiediamo che venga ridiscussa la quota dei 40 mila migranti provenienti da Italia e Grecia da ridistribuire in Europa. E’ un numero insufficiente, sono una goccia nel mare. Vogliamo che si aprano canali legali di ingresso tramite visti e decreti flussi. Solo così si possono evitare le migliaia di morti in mare. Condividiamo l’invito di Renzi ad una Europa più solidale ma il suo 'piano b' è inapplicabile, è una provocazione più che una soluzione”.  

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