14 novembre 2016 ore: 15:34
Immigrazione

Minori stranieri soli, Palermo punta su accompagnamento e educazione

Presentato il protocollo d'intesa alla presenza del ministro Alfano: "Mi auguro possa diventare un modello, un paradigma da potere riproporre in altre parti d'Italia". L'accordo prevede tra le altre cose l'istituzione dell'albo dei tutori volontari
Minori stranieri non accompagnati, due ragazzi abbracciati

PALERMO - Progetti di accompagnamento individualizzato, elenco dei tutori volontari e risoluzione condivisa di tutte le problematiche che riguardano le criticità relative all'identificazione della minore età. Sono questi i tre cardini del protocollo sui minori stranieri non accompaganti, presentato questa mattina presso la prefettura di Palermo, in presenza del ministro Angelino Alfano, del prefetto Antonella De Miro, del questore Longo, del sindaco Orlando, dei rappresentanti del tribunale civile, tribunale dei minori, procura dei minori, università, Azienda Sanitaria Provinciale, Ufficio scolastico regionale e garante dell'Infanzia. 

In particolare, i progetti individualizzati di accompagnamento consisteranno nel fornire ai minori la migliore prospettiva di vita possibile con un piano di educazione, istruzione e formazione. Il progetto sarà curato dal tutore il collaborazione con il garante, gli assistenti sociali e gli operatori di comunità d'intesa con le autorità giudiziarie competenti. Per quanto concerne la figura dei tutori volontari si tratta di persone fisiche che dovranno effettuare una tutela effettiva, non solo burocratica ma costruita a partire dai bisogni specifici dei minori e finalizzata a dare loro voce e ad accompagnarli nella crescita. 

"I protocolli si fanno perché le parti volontariamente si carichino di doveri aggiuntivi rispetto a quelli già previsti per legge - afferma il ministro Alfano -. Il protocollo di oggi a Palermo mi auguro possa diventare un modello, un paradigma da potere riproporre in altre parti d'Italia. Abbiamo tanti minori che sono bisognosi di protezione con cui bisogna avere un atteggiamento che sia non solo di accoglienza primaria ma anche di efficienza nella gestione del caso singolo nella prospettiva di una giusta integrazione". 

Il ministro si è espresso inoltre anche per quanto riguarda la distribuzione dei minori nelle varie regioni italiane. "Crediamo che il principio dell'equa distribuzione dei minori stranieri debba valere per ogni fascia d'età. Non è giusto che alcune regioni siano più caricate di altre dal punto di vista dell'accoglienza e ancor più la Sicilia che già per la sua geografia sopporta tutto il peso degli sbarchi. Stiamo cercando di realizzare questo obiettivo. Non ci sono regioni sovraccariche ma il problema nasce quando si passa dalla equa distribuzione regionale alla equa distribuzione comunale dove abbiamo una serie di comuni che si spendono ma tanti altri che non danno una mano. Il rifiuto di alcuni amministratori locali sovraccarica inevitabilmente altre comunità. Allora stiamo ragionando insieme all'Anci per spingere tutti alla collaborazione. Ci appelliamo in questo caso al buon senso e alla coscienza di ciascuno amministratore affinchè capisca l'importanza del suo contributo".

"Quando parliamo di minori stranieri siamo davanti a numeri elevati che ci impegnano molto a livello collaborativo - afferma il prefetto di Palermo Antonella De Miro - affinchè si possano avviare i migliori servizi per la loro tutela e protezione completa. Con questo protocollo si apre una bella pagina di collaborazione interistituzionale dove molto alta sarà la capacità di confronto e di dialogo nella prospettiva di un'accoglienza sempre più autentica".

"Palermo è una città in cui si cerca di fare un percorso virtuoso - spiega il sindaco Orlando - . Alla base dell'accordo c'è la forte convinzione che l'immigrato è un valore aggiunto e una fonte di arricchimento per tutto il nostro Paese. Oggi mettiamo a regime quello che già facciamo sforzandoci in tutti i modi di superare la logica dell'emergenza. Tra i punti fondamentali del protocollo abbiamo il progetto individualizzato di accompagnamento che sottolinea ancora una volta che i minori non sono un numero ma persone bisognose di cure che oltre a mangiare e a dormire hanno bisogno di un'istruzione, di sorridere e di vivere come tutti i loro coetanei. In quest'ottica uno strumento importantissimo è proprio l'istituzione dell'albo dei tutori volontari". (set) 

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