16 ottobre 2020 ore: 13:25
Salute

Net Care, Oxfam forma 60 mediatori per i centri anti violenza

La Ong in campo insieme al Centro di Salute Globale e al Centro Anti-violenza La Nara (Alice) per potenziare i servizi di ascolto e supporto. Dalle tante testimonianze raccolte la fotografia dell’emergenza. A Firenze e Arezzo in corso una formazione per 60 mediatori e mediatrici culturali per fornire un aiuto concreto a centinaia di donne straniere

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FIRENZE - Prevenire e contrastare la violenza di genere in ogni ambito - familiare, lavorativo o causato da situazioni di sfruttamento - offrendo un aiuto concreto alle tante donne straniere arrivate in Toscana, dopo viaggi pericolosi e indicibili per gli abusi e le violenze subite. Il tutto in un contesto come quello toscano, dove in media ogni giorno dieci donne si rivolgono per la prima volta ad un Centro anti-violenza: quasi 26 mila dal 2009 al 2019, secondo gli ultimi dati.

 

Nasce da qui il progetto Net Care, promosso da Oxfam, Centro di Salute Globale e la cooperativa Alice, che fino al 23 ottobre formerà 60 mediatori e mediatrici culturali a Firenze e Arezzo, perché siano preparati a lavorare nei centri anti-violenza, centri anti-tratta, servizi sociali e ospedali del territorio. Un percorso nato dopo un attento lavoro di indagine delle principali criticità sul territorio e di ascolto delle vittime di violenze per potenziare le capacità dei servizi del territorio di offrire un aiuto concreto a donne e minori stranieri.

 

“Samo di fronte è una situazione complessa e delicata che richiede un team di supporto alle vittime, in grado di identificare e comprendere da subito il profilo delle donne, che hanno subito forme di violenza. È fondamentale indicare un percorso di uscita da situazioni, taciute per anni e che le stesse donne hanno paura a denunciare. – spiega Maria Nella Lippi, responsabile del progetto per Oxfam Italia – Gli ambiti dove gli abusi possono verificarsi sono i più disparati e tragicamente dalle testimonianze raccolte, gli episodi non sono affatto diminuiti durante i mesi di lockdown imposti dall’emergenza Covid, soprattutto nei contesti di isolamento in ambito familiare”.t

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