25 giugno 2019 ore: 10:35
Non profit

Obiettivo sulle ong: in mostra 15 storie esemplari di cooperazione

Fino all’8 settembre a Bibbiena (Ar) l’esposizione di reportage di fotografi italiani su progetti di organizzazioni non governative in tutto il mondo. Iniziativa promossa dal Centro italiano per la fotografia d’autore insieme a Fiaf
Daria Bagnoli ragazza con valigia blu mostra ong

Maria ha una valigia azzurra dalle ruote consumate con cui va in giro per le zone rurali del Kenya a parlare di mutilazioni genitali femminili. Come in buona parte dell’Africa, anche nelle comunità Masai, nonostante sia vietata, questa pratica violenta costituisce da sempre il più importante rito di passaggio all’età adulta. È successo anche a Maria, ed oggi, dopo essere diventata attivista di Amref – la più grande organizzazione sanitaria che opera in Africa, è sempre in viaggio per informare e fare prevenzione sul tema.

La sua storia è stata catturata dall’obiettivo della fotografa Daria Bagnoli che, grazie ad Amref ha realizzato un reportage protagonista, insieme ad altri 14 progetti, della mostra “Il mondo nell’obiettivo”, in programma a Bibbiena (Ar) fino all’8 settembre.

L’esposizione si tiene negli spazi di un ex carcere, sede attuale del Centro italiano della fotografia d’autore che ha promosso il progetto insieme a Vita non profit e Fiaf la più importante associazione nazionale di fotografi non professionisti che nel 2016 aveva realizzato con CSVnet il progetto “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”.

In mostra 15 casi esemplari di collaborazioni fra fotoreporter e organizzazioni non governative, in prima linea per sostenere e dare un aiuto concreto a popolazioni e territori in emergenza umanitaria. Ma non solo: secondo i promotori, in un momento di crisi dell’informazione tradizionale, soprattutto della carta stampata e televisiva, che ha ridotto impegno e investimenti su inchieste e approfondimenti internazionali, le ong hanno continuato ad impegnarsi soprattutto nella comunicazione fotografica e visiva, proprio per allargare l’obiettivo e portare queste emergenze, spesso dimenticate, all’attenzione dell’opinione pubblica e dell’informazione mainstream.

I fotografi coinvolti nel progetto dalle 11 ong –oltre ad Amref, Action Aid, Avsi, Che Arte, Ciai, Coopi, Emergency, Fondazione Francesca Rava, Funima, International onlus, Save the Children, We Worl onlus - hanno valorizzato le storie nei loro lavori con grande libertà interpretativa e differenze di stile dal punto di vista comunicativo e tecnico.

Fra i reportage in mostra quello di Abdoulaye Barry, che ha documentato per Coopi il sostegno alle comunità afflitte dalle violenze del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram. Marco Gualazzini ha lavorato per Action Aid sull’assistenza a donne che hanno subito violenze India. Il reportage realizzato da Stefano Schirato per Avsi, racconta il lavoro svolto dalle maestre locali che operano nel campo profughi Palabek in Uganda mentre Alessandro Serranò, grazie ad Action Aid, ha puntato l’obiettivo sugli effetti del terremoto e del successivo tsunami che nel 2018 hanno colpito l’Indonesia e l’intervento realizzato per andare incontro ai bisogni della popolazione.

Sono due i progetti fotografici realizzati in Italia: i fotografi di “Studio14photo” hanno lavorato per Ciai sui minori stranieri non accompagnati coinvolti in un progetto a Palermo; l’altro reportage di Giancarlo Ceraudo è dedicato al Rione Sanità di Napoli e ai ragazzi coinvolti nell’esperienza del Punto luce di Save the Children. L’unico lavoro “storico” in mostra è quello realizzato da Mario Dondero per Emergency, realizzato in una Kabul dei primi anni 2000.

Gli altri lavori presentati sono di Francesco Alesi, Isabella Balena, Stefano Guindani, Giovanni Marrozzini Andrea Signori, Valentina Tamborra, Tanino Musso. (Clara Capponi)

 

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