16 ottobre 2019 ore: 12:27
Economia

Padova, in occasione della Notte dei senza dimora ci si interroga sul tema dell’abitare

Lo storico Caffè Pedrocchi apre le porte a un incontro con Avvocati di strada. Emanuele Alecci, presidente del Csv di Padova: “Siamo orgogliosi che abbia aderito a Padova capitale europea del volontariato”

PADOVA - La “La notte dei senza dimora” giunge alla sua ventesima edizione e si svolgerà sabato 19 ottobre in diverse città italiane. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone, facendo conoscere da vicino la vita dei senza dimora, trascorrendo del tempo insieme a loro e ai volontari. In occasione di questo evento, a Padova, lo storico Caffè Pedrocchi ha deciso di proseguire la sua attività di convivialità, volontariato e incontro di idee che lo caratterizza fin dal 1821.
“Un altro caffè” è la nuova iniziativa che prevede incontri mensili che vogliono essere un’occasione di incontro e dialogo con realtà del territorio significative per la loro capacità di innovazione, sviluppo sociale e generatività. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì  17 ottobre alle ore 17 nella sala verde del Caffè Pedrocchi e il tema sarà “abitare”. Micaela Faggiani intervisterà l’associazione Avvocato di strada, impegnata sul tema del diritto alla casa e anche nell’organizzazione della notte dei senza dimora che si svolgerà anche a Padova sabato 19 ottobre.
Ci si interrogherà sul vero significato della parola “abitare” oggi nelle nostre città e su altre tematiche, anche attraverso un particolare flash mob che si svolgerò nella piazzetta dello storico Caffè prima dell’incontro. L‘intento è quello di rappresentare nel migliore dei modi quello che è il mondo del no profit. E’ proprio il direttore del Caffè Pedrocchi Manolo Rigoni a sostenerlo, sottolineando la vocazione culturale e sociale del Caffè e la sua apertura alla città.

Afferma Emanuele Alecci, presidente del Csv di Padova: “Non si può pensare a Padova senza pensare al Caffè Pedrocchi, molto più di un monumento e non solo una caffetteria. Con la sua sala verde e il suo essere “senza porte”, è simbolo fin dal Risorgimento dell’apertura che caratterizza la nostra città. Per questo siamo orgogliosi che abbia aderito a Padova capitale europea del volontariato. Confidiamo che questi primi incontri siano da stimolo per un prosegua per tutto il 2020”.

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