7 novembre 2017 ore: 10:49
Economia

Pil, Svimez: nel 2016 a Sud +1% al Centro-Nord +0,8%, bene in Campania

Nel 2016 il Pil e' cresciuto nel Mezzogiorno dell'1%, piu' che nel Centro-Nord dove e' stato pari a +0,8%. E' quanto emerge dal 'Rapporto 2017 sull'economia del Mezzogiorno' presentato da Svimez oggi a Roma, nella Sala della Lupa, alla Camera. Nel 2017 secondo le stime cresce 1,5%, nel 2018 segna +1,4%
Crescita Pil

Roma - Nel 2016 il Pil e' cresciuto nel Mezzogiorno dell'1%, piu' che nel Centro-Nord dove e' stato pari a +0,8%. E' quanto emerge dal 'Rapporto 2017 sull'economia del Mezzogiorno' presentato da Svimez oggi a Roma, nella Sala della Lupa, alla Camera. Nello specifico delle singole Regioni meridionali, il Pil 2016 piu' performante e' quello della Campania +2,4%, seguita da Basilicata +2,1%, Molise +1,6%, Calabria +0,9%, Puglia +0,7%, Sardegna +0,6%, Sicilia +0,3%, Abruzzo -0,2%.

Nel 2016 il prodotto per abitante e' stato nel Mezzogiorno pari a 56,1% di quello del Centro Nord (66% di quello nazionale). Il Pil per abitante della regione piu' ricca d'Italia, il Trentino Alto Adige, con i suoi 38.745 euro pro capite, e' piu' che doppio di quello della regione piu' povera, la Calabria, che e' pari a 16.848 euro ad abitante. I consumi delle famiglie meridionali sono aumentati nel 2016 dell'1,2%, contro l'1,3% del Centro Nord: in particolare, la spesa alimentare e quella per abitazioni cresce al Sud meno che nel resto del Paese. Nel 2016 gli investimenti sono cresciuti nel Mezzogiorno del 2,9%, un incremento sostanzialmente in linea con quello del Centro Nord (+3%).

Nel 2016 in agricoltura il valore aggiunto, dopo il boom del 2015, e' tornato a diminuire, -8,8% rispetto al 2015, che si traduce in -9,5% nel Mezzogiorno e -1,9% nel Centro Nord. Nell'industria il prodotto e' cresciuto al Sud (+3%) piu' che al Centro Nord (+1%). Positivo nel Mezzogiorno anche il valore aggiunto delle costruzioni (+0,5%), rispetto al centro Nord (-0,3%). Infine, nel terziario il valore aggiunto del Mezzogiorno con +0,8% ha superano quello del Centro Nord (+0,5%).

Per quanto riguarda le previsioni per il 2017 e il 2018 - secondo stime Svimez aggiornate a ottobre, nel 2017 il Pil italiano cresce dell'1,5%, risultato del +1,6% del Centro-Nord e del +1,3% del Sud. Nel 2018 il saggio di crescita del Pil nazionale si attesta all'1,4% con una variazione territoriale dell'1,4% nel Centro-Nord e dell'1,2% al Sud.  A trascinare l'evoluzione positiva del Pil nel 2017 e nel 2018 l'andamento della domanda interna, che al Sud registra, rispettivamente, +1,5% e +1,4% (nel Centro-Nord, invece, aumenta quest'anno del +1,6% e il prossimo del +1,3%). Nel 2018 la Svimez prevede un significativo aumento sia delle esportazioni che degli investimenti totali, che cresceranno piu' nel Mezzogiorno che al Centro-Nord: le esportazioni del +5,4% rispetto a +4,3%, gli investimenti del 3,1% rispetto a +2,7%. Aumento apprezzabile dell'occupazione: +0,7% al Sud sia nel 2017 che nel 2018, e +0,8% in entrambi gli anni al Centro Nord.

Secondo la Svimez, queste previsioni inglobano anche gli effetti della legge di Bilancio 2018, e scontano la mancata attivazione della clausola di salvaguardia relativa all'aumento delle aliquote IVA nel 2018 per circa 15 miliardi. La SVIMEZ ha realizzato una simulazione per valutare quali sarebbero stati gli effetti della manovra sull'IVA nelle due macro aree del Paese, se fosse stata realizzata: in quel caso l'economia meridionale avrebbe subito il maggior impatto, in quanto, nel biennio 2018/2019, il PIL del Sud avrebbe perso quasi mezzo punto percentuale di crescita, -0,47%, mentre quello del Centro-Nord avrebbe avuto un calo dello -0,28%.

L'aumento del Pil meridionale mostra primi segni di solidita': il recupero del settore manifatturiero, cresciuto del +2,2%, la ripresa dell'edilizia (+0,5%9, il positivo andamento dei servizi (+0,8%), soprattutto nel turismo, legata alle crisi geopolitiche dell'area del Mediterraneo che hanno dirottato parte dei flussi verso il Mezzogiorno. (DIRE)

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