18 maggio 2022 ore: 17:38
Salute

Pisa, gli psicologi toscani: nei due anni di Covid impennata di uso droghe e gioco d’azzardo

Nel Pisano la pandemia ha generato un aumento delle richieste da parte dei pazienti per il 71% degli psicologi rispetto all’era pre-Covid. In questa provincia si registra inoltre un’impennata di comportamenti a rischio, segnalata dal 64% dei professionisti

FIRENZE - Nel Pisano la pandemia ha generato un aumento delle richieste da parte dei pazienti per il 71% degli psicologi rispetto all’era pre-Covid. In questa provincia si registra inoltre un’impennata di comportamenti a rischio, segnalata dal 64% dei professionisti che ha partecipato alla ricerca. Lo riporta un report stilato dallo stesso Ordine regionale, prendendo in esame il periodo compreso tra il marzo 2020 e il febbraio 2022. A soffrire maggiormente di una diffusa condizione di malessere è stata in particolare la fascia degli adolescenti, mentre i disturbi più ricorrenti si chiamano ansia e depressione, seguiti a ruota da problematiche relazionali. “Un quadro tristemente composito – commenta la presidente Maria Antonietta Gulino – che ci restituisce una fotografia dettagliata dello stato di salute psicologica dei toscani durante questi due anni di Covid. L’isolamento forzato e le restrizioni in certi casi hanno accentuato problematiche, contrasti e incognite preesistenti, mentre in altri hanno innescato nuovi timori e forme di disagio”.

L’indagine è frutto di un questionario rivolto a 1099 psicologhe e psicologi iscritti all’Ordine della Toscana e che svolgono attività clinica in tutte le province del territorio. I numeri che racconta risultano allarmanti non soltanto per l’aumento esponenziale di richieste, ma anche per la loro eterogeneità in termini di età e declinazioni differenti del malessere accusato. Su Pisa, in particolare, sono stati intervistati 110 iscritti, campione rappresentativo di questa provincia, in linea con il numero degli iscritti all’Albo regionale. La provincia di Pisa, in particolare, è tristemente sul podio per quanto concerne l’aumento dei comportamenti a rischio, come il ricorso a droghe e gioco d’azzardo o quello eccessivo all’alcool e al fumo. Una tendenza che si rivela particolarmente in crescita in tutta la costa toscana e che vede la città della torre pendente al terzo posto in regione con il 64% di segnalazioni da parte degli psicologi, alle spalle di Livorno (69%) e Lucca (70%) In provincia di Pisa, inoltre, la pandemia ha prodotto contraccolpi importanti anche sulla vita di coppia, dal momento che il 51% dei professionisti coinvolti nel questionario riporta di un aumento dei casi di separazione o divorzio.

Nell’area nord ovest della Toscana, inoltre, la pandemia ha prodotto un forte aumento delle richieste per i bambini (segnalato dal 71% dei professionisti che seguono questa fascia di età). Da parte degli anziani, nella stessa area territoriale, si registra invece un incremento delle richieste per il 34% degli psicologi campionati. In questo caso le situazioni maggiormente ricorrenti sono state identificate in sintomi depressivi, stati ansiosi, problematiche relazionali, disturbi del sonno e fobie sociali. Stando invece al dato regionale, la fascia che in Toscana ha subito maggiormente l’influsso negativo della pandemia è quella degli adolescenti, che fa segnare una crescita regionale delle richieste addirittura per l’81% dei professionisti campionati. Sintomi ansiosi, problemi relazionali, sintomi depressivi, autolesionismo e disturbi del comportamento alimentare sono le questioni rimaste sul tavolo, tutt’altro che agili da districare. In Toscana, la pandemia ha inoltre impattato negativamente sulle problematiche psicologiche esistenti, acuendole ed estendendole. Fra le diverse problematiche riscontrate, il 56,3% degli psicologi ha indicato la sintomatologia ansiosa, il 17,3% la sintomatologia depressiva e il 14% problemi relazionali. A seguire, circa il 5% riporta di fobie sociali e/o scolari e circa il 3% rileva situazioni di disturbo del comportamento alimentare. Nella scala delle principali preoccupazioni riportate dai pazienti campeggiano la paura del futuro, indicata dal 40% degli psicologi, il timore dell’abbandono e della solitudine rilevata dal 26,9%, paure delle malattie e della morte dal 15,2%, paura per le relazioni extra-familiari dall’8,8%, paura per i propri familiari dal 6,6% e paura di perdere il lavoro dal 2,1%.

 

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