13 febbraio 2019 ore: 15:22
Economia

Povertà, in Toscana costituito tavolo per l’inclusione sociale

E’ l’articolazione regionale dell'Alleanza contro la povertà nazionale, con l'obiettivo di condividere programmi, azioni e attività di contrasto del rischio di povertà ed esclusione sociale
Povertà. Mano di un'anziana con una moneta di un euro

FIRENZE - Istituito in Toscana il Tavolo regionale della Rete della protezione e dell'inclusione sociale, articolazione regionale dell'Alleanza contro la povertà nazionale, con l'obiettivo di condividere programmi, azioni e attività di contrasto del rischio di povertà ed esclusione sociale. Ne fanno parte una quantità di soggetti, che stamani nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta, hanno firmato un protocollo: Regione, Anci Toscana, Società della Salute, Conferenze dei sindaci, Zone distretto, organizzazioni sindacali, Tavolo regionale Alleanza contro la povertà, Caritas.

Subito dopo aver siglato il protocollo, alcuni dei firmatari ne hanno illustrato il contenuto ai giornalisti: l'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi per la Regione, il sindaco di Prato Matteo Biffoni per l'Anci, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il portavoce di Alleanza contro la povertà Giacomo Martelli, per la Cgil Giuliana Mesina, il presidente della Società della Salute Senese Giuseppe Gugliotti.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha costituito la Rete della protezione e dell'inclusione sociale, organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali, tra le cui competenze rientra l'elaborazione del Piano nazionale di contrasto alla povertà. La Rete nazionale si articola in tavoli regionali, con l'obiettivo di riprodurre a livello territoriale i compiti della Rete nazionale, svolgendo quindi funzioni di programmazione, indirizzo, monitoraggio, valutazione degli interventi.

Uno degli obiettivi del Piano regionale di contrasto alla povertà approvato nel settembre 2018 è quello di promuovere l'attivazione e il rafforzamento delle reti e delle risorse territoriali. Il Piano prevede di avviare le attività del Tavolo regionale della Rete della protezione e dell'inclusione sociale come organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali, e come sede istituzionale stabile di raccordo tra Regione, Comuni, organismi pubblici, Terzo settore, parti sociali, che a vario titolo si adoperano per  contrastare il rischio di povertà e di esclusione sociale. Principale finalità del Tavolo è quella di condividere programmi, azioni e attività. Il protocollo siglato stamani, che istituisce il Tavolo, ha validità triennale.

"La Toscana, comunque toccata dalle ripercussioni della crisi economica e dalla conseguente crescita delle disuguaglianze - osserva l'assessore Stefania Saccardi - ha saputo resistere, mettendo in campo importanti innovazioni sociali affinché i servizi, le opportunità d'inclusione, di riscatto, possano essere accessibili, per rendere migliore il territorio e le comunità che lo popolano. I valori toscani sulla povertà, sia assoluta che relativa, sono inferiori, e quindi migliori, rispetto alla media nazionale. Ma il quadro fornito dall'Osservatorio sociale regionale nell'ultimo suo lavoro ci fa intravedere la crescita di fenomeni di marginalità e povertà che, seppur con numeri meno elevati, investono anche i nostri territori, ponendoci di fronte a sfide sempre più complesse. Il Tavolo che viene istituito stamani con la firma di questo protocollo vuole coordinare il lavoro di tutti i soggetti che a vario titolo lavorano per contrastare povertà ed esclusione sociale, con una cabina di regìa regionale".

Il 3,8% delle famiglie toscane sono in povertà assoluta (media Italia 7,3%): circa 62.000 famiglie e 143.000 individui, numeri raddoppiati rispetto al 2008, ma che nel confronto nazionale mettono in rilievo una buona capacità di resilienza rispetto alla crisi economica in corso. La povertà è aumentata soprattutto per le famiglie con componenti in età da lavoro e con figli, mentre sembra aver risparmiato le famiglie con capofamiglia in pensione. Le tipologie familiari più colpite sono le numerose, le monogenitore, quelle con capofamiglia under 35, straniero o con titolo di studio basso. L'incidenza è massima in caso di disoccupazione ma nel 43% delle famiglie povere il capofamiglia lavora, a significare che l'assenza di lavoro non è l'unica faccia della povertà da considerare.

La seconda sfida è quella di costruire il più possibile reti costituite da istituzioni e soggetti del Terzo settore: è questo il senso del Tavolo insediato stamani. E l'impostazione è quella di unire al sostegno economico anche la presa in carico delle persone, per sostenerle nel percorso di fuoriuscita dalla povertà: una presa in carico personalizzata, che era iniziata con il REI (Reddito di inclusione), e che nelle intenzioni della Regione deve essere proseguita anche nell'ambito della nuova misura del Reddito di cittadinanza. Il beneficio economico da solo non è sufficiente, così come la dimensione lavorativa non è la sola che può portare la persona ad uscire dalla situazione di povertà.

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