28 giugno 2019 ore: 15:52
Salute

Pronto intervento sociale, sperimentazione in tutta la Toscana

E’ un servizio di secondo livello che garantisce l'attivazione tempestiva di un pronto intervento sociale di sostegno già all'interno del pronto soccorso per poi provvedere, una volta conclusa la fase emergenziale, al necessario raccordo con i servizi socio-sanitari del territorio per la continuità della presa in carico

FIRENZE - La sperimentazione del Servizio Emergenza Urgenza Sociale (SEUS), attivo 24h/24 per 365 giorni l'anno, viene estesa a tutto il territorio regionale toscano. Dopo i primi passi compiuti nelle zone delle Azienda USL Empolese Valdarno Valdelsa, Fiorentina Sud est, Fiorentina Nord ovest, Valdinievole, Prato, Pistoia, la delibera appena approvata dalla giunta regionale prevede l'estensione alle zone del Mugello, di Firenze, delle Valli Etrusche e di Siena. 

Il Seus è un servizio di secondo livello, attivabile solo dagli addetti ai lavori con livelli istituzionali deputati, che garantisce l'attivazione tempestiva di un pronto intervento sociale di sostegno già all'interno del pronto soccorso per poi provvedere, una volta conclusa la fase emergenziale, al necessario raccordo con i servizi socio-sanitari del territorio per la continuità della presa in carico.

Ad oggi in nessun'altra regione è stato avviato un pronto intervento sociale di carattere regionale, in ragione della complessità di questa tipologia di servizio: la Toscana è pertanto la prima a promuovere la sperimentazione del servizio di emergenza e urgenza sociale con un'estensione che riguarda tutto il territorio. "Siamo la prima regione a sperimentare questo servizio innovativo - commenta l'assessore a salute e sociale Stefania Saccardi - che oggi, dopo i risultati positivi delle prime sperimentazioni, estendiamo al resto della Toscana. Questo ci permette di rafforzare le esigenze di intervento in questo campo dando una risposta sociale a bisogni che, spesso, trovano, nei momenti di crisi, una risposta impropria dal sistema sanitario. Ad attivare il servizio, che funziona 24 ore su 24, sono gli operatori, ad esempio nei pronto soccorso o delle forze dell'ordine, che attraverso questo intervento possono così traghettare le emergenze di tipo sociale verso i canali ordinari e le normali attività dei servizi cui, ovviamente, non sostituiscono ma di cui costituiscono una importante integrazione".     

 

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