2 maggio 2018 ore: 14:16
Salute

Scatto dell'Emilia-Romagna contro il tumore al seno, nasce la rete

Si stima che in regione la percentuale delle donne 'guarite' dal cancro, ossia che non accusano un maggior rischio di decesso rispetto alla popolazione di riferimento, raggiunga il 54% delle pazienti con tumore della mammella...

BOLOGNA - La lotta al tumore al seno si irrobustisce in Emilia-Romagna, dove si registrano 4.500 nuovi casi maligni ogni anno cosi' come, finora, 52.000 donne che si sono ammalate ma che sono vive. I picchi della malattia si verificano attorno ai 40-45 anni e ai 60 anche in Emilia-Romagna, che segna a Modena e nell'area romagnola i migliori dati sulla sopravvivenza. Per quanto riguarda screening, diagnosi tempestiva, terapia e controllo, le strutture della regione risultano gia' ai vertici a livello nazionale ed ora pero' si sale di livello: nasce formalmente, infatti, la rete emiliano-romagnola dei centri di senologia. La rete delle breast unit potra' contare su 12 strutture di riferimento in tutto il territorio, che lavoreranno a suon di standard di qualita' e modalito' organizzative uniformi. In sostanza: ogni medico seguira' la sua paziente, che non dovra' ogni volta ricominciare da capo nel suo percorso. Spuntera' un centro per provincia, a parte Modena che ne avra' due e l'area metropolitana che ne avra' tre. La rete nasce per volonta' della giunta regionale, tramite una una delibera cui le aziende sanitarie dovranno far riferimento secondo un modello da adottare per garantire i migliori esiti clinici. Se ne parla oggi ad un convegno ad hoc in Regione, in collaborazione con l'associazione specializzata Europa Donna Italia e in presenza di tanti professionisti. Ecco i numeri che tengono banco: in Emilia-Romagna il carcinoma della mammella e' responsabile del 29% dell'incidenza dei tumori maligni nella donna e del 15% della mortalita' relativa, appunto con oltre 4.500 nuovi casi all'anno. 

Si stima che in regione la percentuale delle donne 'guarite' dal cancro, ossia che non accusano un maggior rischio di decesso rispetto alla popolazione di riferimento, raggiunga il 54% delle pazienti con tumore della mammella. Del resto, il programma di screening per la diagnosi precoce ha oltrepassato in Emilia-Romagna i vent'anni di vita: e' stato introdotto nel 1996 per la fascia d'eta' dai 50 ai 69 anni, dal 2010 e' stato esteso alle fasce 45-49 e 70-74 anni. Ogni anno vengono invitate 500.000 donne (per una copertura del 100% della 'popolazione-bersaglio') con un'adesione del 75%, cui si aggiunge un ulteriore 10% che procede alla mammografia al di fuori del programma. Dal 2012, inoltre, e' attivo un percorso regionale per l'individuazione e la sorveglianza delle donne a rischio ereditario di tumore, mentre nel 2005 e' stato avviato un processo di riorganizzazione dell'offerta chirurgica specifica.

Il tutto ha generato una progressiva concentrazione della casistica: nel 2017, il 94% degli interventi e' stato completato negli ospedali pubblici. In questo solco, commenta l'assessore alla Salute Sergio Venturi: "Su una patologia cosi' importante e purtroppo diffusa come quella del tumore al seno, non possiamo abbassare la guardia, anzi. Siamo impegnati ad alzare sempre piu' l'asticella della qualita' del servizio. Anche attraverso una collaborazione sempre piu' stretta con le associazioni di volontariato attive in questo campo- riconosce l'assessore regionale- che svolgono un lavoro prezioso di supporto alle donne e alle pazienti".

Da parte sua Europa Donna Italia, con le otto associazioni dell'Emilia-Romagna che fanno parte della sua rete nazionale, contribuisce in primo piano anche lanciando oggi un appello via video "affinche' le breast unit diventino una realta' in tutta Italia", evidenzia la presidente Rosanna D'Antona riconoscendo l'impegno ulteriore della Regione.

Ecco quindi le strutture che nasceranno territorio per territorio: il centro di senologia dell'ospedale di Piacenza, il centro di senologia dell'azienda ospedaliero-universitaria di Parma, il centro di senologia dell'arcispedale Santa Maria Nuova-Irccs di Reggio Emilia. A Modena sorgeranno il centro di senologia dell'ospedale di Carpi e il centro di senologia dell'azienda ospedaliero-universitaria di Modena. Nell'area metropolitana di Bologna: il centro di Senologia dell'ospedale Bellaria, il centro di senologia dell'azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, il centro di senologia dell'ospedale di Imola. Completano il quadro il centro di senologia dell'azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, il centro di senologia dell'ospedale di Ravenna, il centro di senologia dell'ospedale di Forli' (integrato all'Irccs-Irst di Meldola), il centro di senologia dell'ospedale di Santarcangelo.

(DIRE)

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