15 dicembre 2017 ore: 14:17
Non profit

Venti anni di Forum terzo settore: gli obiettivi raggiunti e le nuove sfide

Favorire uno sviluppo che rimetta in moto persone, territori e comunità; che promuova la partecipazione dei cittadini, che possa contribuire a ridurre le diseguaglianze e rispondere ai “venti ostili” che si sono abbattuti sul terzo settore: la portavoce Claudia Fiaschi delinea così il cammino del Forum per i prossimi anni
Venti anni di Forum terzo settore
Venti anni di Forum terzo settore

ROMA - Favorire uno sviluppo che rimetta in moto persone, territori e comunità; che promuova la partecipazione dei cittadini, che possa contribuire a ridurre le diseguaglianze tra persone e territori e rispondere a quei “venti ostili” che si sono abbattuti sul terzo settore soprattutto in questi ultimi anni. Sono queste le sfide per il futuro del terzo settore in Italia secondo il Forum nazionale del terzo settore che questa mattina a Roma sta celebrando il suo ventesimo compleanno con l’evento dal titolo “Venti di partecipazione 1997-2017”. Venti candeline spente insieme al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, al sottosegretario al Welfare, Luigi Bobba, e al viceministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero, oltre che alla folta presenza di tante realtà aderenti. Una giornata per fare il punto sul percorso fatto fino ad oggi, ma anche per guardare al futuro di un terzo settore che per la portavoce del Forum, Claudia Fiaschi “è ancora nuovo ed è ancora un mondo da conoscere e far conoscere”. 

Vent’anni di impegno per un terzo settore che oggi è vitale più di quanto si possa pensare, ha sottolineato Fiaschi, e i dati presentati oggi in due diversi rapporti lo confermano. “Da più parti di tanto in tanto si solleva il sospetto che la spinta di partecipazione sociale, solidaristica, civile sia prossima al suo esaurimento - ha affermato la portavoce - , che le istanze individuali abbiano ormai preso il sopravvento sulle opzioni mutualistiche e solidaristiche. I dati della nostra ricerca non confermano questo, i venti della partecipazione continuano ancora a soffiare con una forza e in direzioni che non sospettavamo”. Dai dati delle ricerche sulle realtà aderenti al Forum, infatti, emerge ancora una volta “una infrastruttura di resilienza umana, di capitale sociale diffuso e crescente, che opera nelle fondamenta e nella struttura della società italiana - ha aggiunto Fiaschi -. Non arretra quando il fronte economico si ritira, ma si fa avanti e cerca nel suo specifico di sostenere e supplire. Esplora la terra di nessuno che a volte sembra esserci tra il sociale e l’economico, incontra i bisogni degli esclusi, ma al tempo stesso inventa nuove soluzioni sociali, genera innovazione sociale”.  

Anni in cui non sono mancati quelli che Fiaschi chiama i “venti ostili”, che soprattutto negli ultimi anni si sono abbattuti sul mondo del terzo settore. “Da più parti la cronaca ha messo sotto la lente di ingrandimento i comportamenti scorretti, reali o presunti, quando di cooperative, quando di associazioni e ong - ha spiegato Fiaschi -. Alcune cattive pratiche hanno contribuito ad alimentare un crescente sentimento di diffidenza nei confronti delle formazioni sociali volte alla solidarietà e al bene comune”. Per questo, ha sottolineato Fiaschi, alle organizzazioni del terzo settore oggi è “richiesto il realismo di un supplemento di impegno per rafforzare il proprio Dna valoriale, rendere più trasparente l’amore che ci muove e più leggibile la coerenza dei comportamenti rispetto ai valori fondativi”. 

Tanti gli obiettivi raggiunti, ma altrettante sembrano essere le nuove sfide da affrontare. “In primo luogo la sfida dello sviluppo ecologico integrale - ha aggiunto Fiaschi -, capace di promuovere, costruire, alimentare modelli di sviluppo economici e sociali capaci di rimettere in moto persone (soprattutto i giovani e le donne), territori e comunità, beni, saperi, competenze, tradizioni; favorire la partecipazione di tutti alla costruzione di ciò che serve alle comunità sia attraverso il lavoro che attraverso la partecipazione civica; ridurre le diseguaglianze tra persone e territori”. Non meno importante, inoltre, la sfida di costruire “nuovi modelli di protezione e promozione sociale che ridisegnino la cornice dei diritti che fondano il nuovo patto sociale; garantiscano a tutti accesso a opportunità di crescita e sviluppo personale, ma anche di protezione nei momenti della vita in cui per motivi diversi diventiamo fragili e vulnerabili; fondino un nuovo universalismo capace non solo di garantire la sostenibilità degli impegni verso le generazioni del passato, ma anche di offrire alle generazioni di domani prospettive di progresso sociale e strumenti di protezione sociale adeguati alle nuove forme di lavoro e agli stili di vita della modernità”. 

Obiettivi che per Fiaschi, segnano il cammino del Forum per i prossimi anni. “Aspiriamo a costruire prospettive di benessere per le persone - ha aggiunto la portavoce -, alla pace come prospettiva desiderabile di convivenza delle comunità umane, alla prosperità di persone, comunità e territori. Sfide che riguardano tutte le dimensioni della vita delle comunità umane. Sfide che richiedono di familiarizzare con un’idea di futuro, di progettare con lo sguardo volto alle comunità di domani, al lavoro e all’economia che sarà, alle sfide educative e formative del futuro, alle nuove frontiere di diseguaglianza e fragilità sociale”.(ga)

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