8 dicembre 2019 ore: 09:26
Società

Vitanova, la app che aiuta le donne ad affrontare la menopausa

E’ una app pensata per aiutare le donne ad affrontare i cambiamenti determinati dalla menopausa. Si basa su un coaching system, un sistema simile a quello delle app studiate per raggiungere un obiettivo

FIRENZE – Si chiama Vitanova ed è una app pensata per aiutare le donne ad affrontare i cambiamenti determinati dalla menopausa. Si basa su un coaching system, un sistema simile a quello delle app studiate per raggiungere un obiettivo (quale perdere peso, restare in forma, imparare una lingua straniera).“Spesso le donne non sono consapevoli del cambiamento fisiologico a cui vanno incontro con l’arrivo della menopausa – dichiarano gli sviluppatori di Vitanova – e la app ha il compito di guidarle verso uno stile di vita che sia in grado di mitigarne gli effetti”. 

 

Prima di tutto attraverso l’adozione di abitudini corrette, che vengono periodicamente verificate dalla app. Qualche esempio? “Lo scopo principale è quello di ridurre l’impatto di medio lungo periodo di questi cambiamenti su metabolismo e rischio cardiovascolare. Dunque si interviene prima di tutto sulla riduzione del consumo di alcol e alimenti grassi o cibi conservati, così come sul fumo”. 

 

Le raccomandazioni fornite dalla app sono personalizzate in base all’utente e verificate periodicamente tramite semplici questionari. “Grazie a questo feedback continuo i suggerimenti vengono ritarati in base alle personali esigenze”. Inoltre c’è un algoritmo che monitora il comportamento complessivo della donna che fa uso della app, verifica l’efficacia dei consigli e la valuta in base ai risultati ottenuti da donne che hanno lo stesso profilo. “La logica è simile a quella della profilazione per le campagne pubblicitarie online: è continuamente in aggiornamento”. 

 

Vitanova è stata sperimentata per 6 mesi su un panel di 26 donne. Ancora non è sul mercato, ma le trattative commerciali sono in corso. L’idea sarebbe quella di diffonderla in partnership con un assessorato regionale alla salute. Magari proprio quello della Regione Toscana, che ha fin qui contribuito allo sviluppo della app tramite finanziamenti in ricerca e sviluppo. 

 

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