8 febbraio 2019 ore: 15:59
Disabilità

Sport paralimpico, ritorna la Russia: revocata la squalifica internazionale

Il Comitato paralimpico internazionale, che con pugno di ferro due anni e mezzo fa aveva escluso la Russia da tutte le competizioni internazionali per doping sistemico, ha revocato la sospensione e riammesso il Comitato paralimpico russo alle gare: soddisfatte 69 delle 70 condizioni che allora erano state poste
ROMA - Aveva saltato Rio 2016 e Sochi 2018, le ultime due edizioni dei Giochi Paralimpici. Ora, l'esclusione per doping della Russia da tutte le competizioni internazionali è finita: il Consiglio di amministrazione del Comitato paralimpico internazionale (Ipc) ha infatti deciso di sospendere la squalifica comminata alla Russia (formalmente, al Rpc, il comitato paralimpico russo) 29 mesi fa.
 
In base alle considerazioni della Task Force nominata per assistere l'IPC nella valutazione dei progressi della RPC nel soddisfare i criteri di reintegrazione, al momento risultano soddisfatti ben 69 dei 70 criteri che il Comitato paralimpico internazionale aveva indicato nel novembre del 2016, al momento dell'esclusione. L'unico criterio che ancora non è stato raggiunto riguarda la mancanza di una risposta ufficiale che affronti in modo adeguato e nel suo complesso i risultati del rapporto McLaren. Si tratta del rapporto, stilato da una commissione indipendente dell'Agenzia internazionale anti-doping (Wada) presieduta dall'avvocato canadese Richard McLaren, che nel 2016 ha accusato la Russia di doping di Stato, cioè di un sistema di vera e propria "cospirazione istituzionale" per nascondere la positività degli atleti di Mosca. Con riferimento a fatti risalenti al 2011 e continuati fino al 2015, ivi inclusa dunque la Paralimpiade casalinga di Sochi 2014.
 
“Nell'agosto 2016 - ha affermato il Presidente dell’IPC, Andrew Parsons - il Comitato paralimpico internazionale ha sospeso il Comitato paralimpico russo nella convinzione che si trattasse di una misura necessaria e proporzionata alla situazione che ci siamo trovati ad affrontare ed essenziale per garantire uno sport pulito, ma oggi mantenere la sospensione del Russia sulla base del suo continuo rifiuto a non accettare la relazione McLaren non sembra giusto”. “Dobbiamo andare avanti - ha detto il numero uno dell'Ipc - e trovare una soluzione che protegga l'integrità dello sport paralimpico, riconosca le importanti riforme apportate dalla RPC e consenta alla Russia di rispettare i suoi obblighi di adesione". Pertanto, ha dichiarato Parsons - oggi, distanza di 29 mesi, il Consiglio di Amministrazione dell’IPC è fermamente convinto che mantenere sospesa il Comitato paralimpico russo non sia più necessario e proporzionato alla situazione che stiamo affrontando in questo momento in Russia”.
 
“Nel periodo di sospensione, il Comitato paralimpico russo  – assicura Parsons - ha implementato 69 misure che forniscono all'IPC la certezza che ora si tratti di un'organizzazione molto diversa da quella precedente a Rio 2016: gli atleti russi paralimpici sono e continueranno a essere gli atleti più controllati e testati dell’intero movimento paralimpico”. Parsons spiega che "sotto la supervisione dell'agenzia internazionale anti doping (Wada), l'agenzia antidoping della Russia (Rusada) è stata effettivamente ricostruita da zero ed è tornata a effettuare i suoi test”.
 
Riguardo alla relazione McLaren, il Presidente dell’IPC spiega ancora che “il board dell'Ipc si è trovato di fronte a una domanda abbastanza semplice: aspettare una risposta dalla Russia, che probabilmente non arriverà mai, e mantenere sospeso il Comitato paralimpico russo a tempo indefinito e con esso anche tutti gli atleti, oppure considerare la possibilità di trovare un altro modo per consentire alla Russia di rispettare i suoi obblighi di adesione all'IPC. Il Consiglio ha scelto quest'ultima opzione e ha deciso di revocare la sospensione".