23 agosto 2016 ore: 12:37
Disabilità

Nessuno sconto alla Russia: ricorso respinto, niente Paralimpiadi

Il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna respinge il ricorso contro la decisione del Comitato paralimpico internazionale di escludere tutti i 267 atleti russi dai Giochi paralimpici al via fra due settimane. La Russia paga il “doping di Stato”, possibili ricorsi personali. Craven (Ipc): “Soddisfatti, ma è un giorno triste”. A breve la redistribuzione dei posti alle altre nazioni
Paralimpiadi Ipc Russia bandiere al vento

ROMA – Nessuno sconto, non si torna indietro: la Russia non parteciperà alle Paralimpiadi, esclusa per aver messo in piedi un sistema di “doping” di Stato per coprire i propri atleti trovati positivi ai controlli antidoping. Il Tas di Losanna, il Tribunale arbitrale dello sport, ha respinto il ricorso presentato dal Comitato paralimpico russo contro la sospensione decisa il 7 agosto scorso dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC). Una decisione fondata sulla incapacità dei russi di adempiere alle proprie responsabilità associative IPC e in particolare agli obblighi di rispettare il codice antidoping Ipc e il codice mondiale antidoping.

Nella sua decisione il Tas ha stabilito che l’Ipc non ha violato alcuna norma procedurale nell’istruire il processo disciplinare nei confronti del Comitato paralimpico russo, e ha sancito che la decisione di vietare la partecipazione a Rio 2016 è stata assunta seguendo le norme previste dall’Ipc. Tale decisione, peraltro, secondo il Tribunale era “proporzionata alle circostanze”. La Corte ha anche osservato che il Comitato paralimpico russo non ha depositato alcuna prova per contraddire i fatti sui quali si era basata la decisione dell’Ipc di escludere la Russia.

Il Tas ha tuttavia precisato che l’arbitrato ha riguardato esclusivamente il Comitato paralimpico internazionale e quello russo, e che pertanto nel valutare il ricorso non si è determinata né l’esistenza né l’eventuale portata di diritti individuali in capo ai singoli atleti. Un passaggio che potrebbe in teoria aprire la strada a ricorsi individuali da parte di singoli atleti che potrebbero dimostrare la propria estraneità al sistema di doping. Ma il tempo rimasto prima del via alle gare è davvero poco.

Al momento comunque è confermata la decisione del comitato internazionale guidato dal britannico Philip Craven, che aveva usato parole di fuoco contro i russi: “Le loro medaglie svuotate da ogni morale mi disgustano, la loro sete di gloria a tutti i costi – aveva detto spiegando l’esclusione - ha gravemente danneggiato l'integrità e l'immagine di tutto lo sport”. Contrariamente dunque a quanto accaduto alle Olimpiadi, dove la Russia ha potuto presentare la propria squadra, seppur in versione ridotta per la squalifica di numerosi atleti, è ormai ufficiale che nessun atleta della Federazione russa prenderà parte alle gare che si disputeranno fra il 7 e il 18 settembre prossimi.

“Siamo molto incoraggiati dal fatto che il gruppo di esperti della Corte Arbitrale - afferma Craven commentando la decisione giunta da Losanna - abbia confermato la decisione unanime del consiglio di amministrazione IPC di considerare il Comitato Paralimpico russo pienamente responsabile dei suoi obblighi di appartenenza all'Ipc. La decisione di oggi sottolinea la nostra forte convinzione che il doping non ha assolutamente alcun posto nello sport paralimpico, e migliora ulteriormente la nostra capacità di garantire una concorrenza leale e parità di condizioni per tutti gli atleti paralimpici di tutto il mondo”.

"Anche se siamo soddisfatti della decisione, non è un giorno di festa – ammette Craven - e siamo vicini agli atleti russi che sono costretti a perdere i Giochi Paralimpici di Rio 2016. E 'un giorno triste per il movimento Paralimpico, ma abbiamo anche la speranza di un nuovo inizio. Ci auguriamo che questa decisione funga da catalizzatore per il cambiamento in Russia e saremo pronti ad accogliere nuovamente il Comitato Paralimpico russo quando ci sarà la certezza che esso adempie ai suoi obblighi, al fine di garantire una concorrenza leale per tutti”.

L’Ipc ricorda che la decisione del consiglio di amministrazione IPC è stata presa nell’interesse del movimento paralimpico e precisa che la differenza di trattamento rispetto a quanto deciso dal Cio (il comitato olimpico internazionale) dipende dal fatto che l’Ipc è un’organizzazione autonoma con una diversa struttura di governance rispetto al Cio. In campo paralimpico vi è un solo responsabile a livello nazionale, il Comitato paralimpico russo, e ciò sia per gli eventi estivi che per quelli invernali. Dopo aver appurato che il Comitato paralimpico russo non rispettava gli impegni presi in campo antidoping, “abbiamo adottato – dice Craven – la migliore linea di azione nell’interesse del movimento paralimpico”.

A seguito della decisione della Corte di Losanna, l’Ipc conferma che si confronterà con le Federazioni internazionali per redistribuire gli slot russi, assegnando dunque ad atleti di altre nazioni i 267 posti che erano stati inizialmente attribuiti alla Russia. (ska)

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