6 novembre 2018 ore: 14:51
Disabilità

Festival Cultura Paralimpica, Pancalli: "E' cambiata la percezione della disabilità"

Il presidente del Cip: "Negli ultimi decenni siamo passati da handicappati a paralimpici, un'evoluzione che non è solo del linguaggio ma dell'intera società". Il presidente Inail, De Felice: "Fondamentale la capacità degli atleti di trasmettere e comunicare la loro empatia e loro forza"
Luca Pancalli - SITO NUOVO
Quattro giorni alla Stazione Tiburtina di Roma, per la prima edizione del Festival della Cultura Paralimpica. Dibattiti, mostre, film, libri, storytelling, spettacoli, dedicati allo sport paralimpico e alla sua capacità di contagiare virtuosamente il costume e la società italiana. Un’occasione per conoscere meglio i protagonisti di un movimento che ha saputo conquistare, negli anni, gli onori delle cronache e l’attenzione dell’opinione pubblica e anche per riflettere sul linguaggio che cambia e sui significati del termine "paralimpico".
 
PANCALLI. “Nell'arco degli ultimi decenni – ha affermato il presidente del Cip Luca Pancalli nel corso della conferenza stampa di presentazione - siamo passati dagli handicappati, invalidi e minorati ai paralimpici: non è cambiata solo la terminologia, che oggi non richiama più una privazione corporea, ma è cambiato il modo di percepire la disabilità nel nostro paese. Si è compiuta quella che è la mission del movimento paralimpico, cambiare la percezione della disabilità utilizzando la forza degli atleti di più alto livello. E' stata una rivoluzione culturale e questa rivoluzione culturale ora la portiamo – condensata in quattro giorni di eventi – nella stazione di Roma Tiburtina, luogo di incontri, mescolanze, sorrisi, saluti e pianti, luogo di passaggio per centinaia di migliaia di persone ogni giorno”. 
 
SALINI. “Adottare, ormai fin da Vancouver 2010, lo stesso modello organizzativo per Olimpiadi e Paralimpidi è il nostro modo di intendere la pari dignità fra tutte le persone”, ha affermato Fabrizio Salini, amministratore delegato Rai, ricordando l'impegno dell'azienda nell'accompagnare lo sport paralimpico, una “funzione tipica del servizio pubblico”. “A questo – ha poi detto ricordando la storia di Monica Contrafatto, che dal letto di ospedale vedeva in tv vincere Martina Caironi a Londra 2012 per poi quattro anni dopo ritrovarsi in pista e sul podio proprio dietro di lei – a questo può servire la televisione quando si ricorda di essere una buona maestra”. 
 
DE FELICE. “L'Inail – ha detto nel suo intervento il suo presidente Massimo De Felice - guarda da sempre con attenzione allo sport e allo sport paralimpico, e da dicembre il rapporto con il Cip si è strutturato con una nuova legge e un sostegno stabile e strutturale. Segnalo due aspetti fondamentali: il primo, tutto ciò che gli atleti fanno e di solito non si vede. Stiamo lavorando all'Inail sulla frontiera della tecnologia per quanto riguarda la protesica e gli atleti sono a tutti gli effetti membri dei gruppi di ricerca: oggi non si può fare alta tecnologia se non integrando fin da subito la sperimentazione e gli atleti paralimpici molto contribuiscono a questo”. In secondo luogo, ha detto De Felice, “sottolineo la grande capacità degli atleti di trasmettere e comunicare la loro empatia e loro forza. Pochi giorni fa al Festival della scienza a Genova abbiamo presentato un nuovo arto robotico e abbiamo raccontato come l'alta tecnologia sia servita a realizzare un arto che riesce a replicare piu del 90% dei movimenti di un arto naturale. Ma la migliore forza di trasmissione del messaggio l'ha data Martina Caironi che ha raccontato che cosa si prova ad indossare una protesi che si riesce a far diventare parte integrante del proprio corpo. Un racconto, quello dei protagonisti principali, che è fondamentale per dare forza a tutti coloro che lavorano in questo campo”. 
 
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