14 marzo 2022 ore: 12:35
Disabilità

Pechino 2022, è stato dominio cinese: Ucraina protagonista, per l'Italia bilancio positivo

La 13esima edizione dei Giochi paralimpici ha segnato una vera rivoluzione sportiva con l'arrivo della fin qui sconosciuta corazzata cinese. Ottimi risultati sul campo per l'Ucraina, seconda assoluta nel medagliere. L'Italia chiude 11esima con 7 medaglie. Pancalli: "Orgoglioso di quanto fatto"  
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La fiaccola paralimpica allo stadio nazionale in occasione della cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici di Pechino 2022

ROMA – Sette medaglie: due ori, tre argenti e due bronzi. E’ questo il bottino finale della spedizione italiana ai tredicesimi Giochi Paralimpici invernali di Pechino 2022. Un risultato positivo che vale l’undicesimo posto nel medagliere, con due medaglie in più rispetto alla precedente edizione dei Giochi, quella di Pyeongchang 2018. Sono stati tre (e non due come in Corea) gli atleti andati a medaglia: Giacomo Bertagnolli (con la guida Andrea Ravelli) ha vinto due ori (supercombinata e slalom) e due argenti (gigante e supergigante) di sci alpino categoria visually impaired; nella stessa disciplina, ma in categoria sitting, René De Silvestro ha vinto un argento (slalom gigante) e un bronzo (slalom); infine nello sci nordico Giuseppe Romele ha vinto un bronzo (middle distance).

Per l’Italia si tratta di un altro mattone messo nel difficile ambito degli sport invernali: gli azzurri, è da ricordare, non avevano ottenuto medaglie a Sochi 2014, e da allora il miglioramento è stato costante, con le cinque medaglie di Pyeongchang e ora le sette di Pechino. Risultati impreziositi dai buoni piazzamenti della nazionale di ice hockey, che arrivò quarta in Corea e che ha chiuso al quinto posto l’edizione di Pechino. E ora inizia il cammino verso Milano-Cortina 2026, l’edizione casalinga.

Cina davanti a tutti nel medagliere, l’Ucraina è seconda

Nel medagliere finale, è nata una superpotenza mondiale: è la Cina, che si issa prepotente in vetta con ben 61 medaglie conquistate. Sono 18 ori, 20 argenti e 23 bronzi. Quattro anni fa i cinesi ne avevano vinta solamente una, a testimonianza di quanto la preparazione avviata in vista della Paralimpiade casalinga non solo abbia portato risultati, ma abbia letteralmente sconvolto i rapporti di forza sul campo. E così, verosimilmente, sarebbe andata anche se in gara ci fossero stati gli atleti di Russia e Bielorussia, esclusi alla vigilia dei Giochi come conseguenza della violazione della tregua olimpica da parte dei rispettivi paesi con l’invasione dell’Ucraina.

E proprio l’Ucraina occupa la piazza d’onore, seconda nel medagliere finale, con 29 medaglie complessive (11 ori, 10 argenti, 8 bronzi) a precedere Canada (8 ori, 6 argenti, 11 bronzi) e Francia (7 ori, 3 argenti, 2 bronzi). Chiudono in quinta posizione gli Stati Uniti, che avevano invece guidato il medagliere quattro anni fa: per loro 6 ori, 11 argenti e 3 bronzi, per un totale di 20 medaglie. L'Austria chiude sesta con 5 ori, 5 argenti e 3 bronzi, precedendo la Germania (4 ori, 8 argenti e 7 bronzi) e la Norvegia (4 ori, 2 argenti e 1 bronzo). A chiudere la top ten ci sono Giappone (4 ori, 1 argento e 2 bronzi) e la Slovacchia con 3 medaglie d'oro e 3 di bronzo. Finisce undicesima l'Italia, con 2 ori, 3 argenti e 2 bronzi, precedendo Svezia, Finlandia, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Australia, Kazakhistan e Svizzera.

Italia chiude con 7 medaglie: il bilancio del presidente Cip Luca Pancalli

“Si chiude una grande Paralimpiade: un'edizione – dice il presidente del Cip Luca Pancalli - che, dal punto di vista sportivo, ci ha regalato tante gioie e spunti interessanti per il futuro. Il bilancio finale parla di due medaglie in più, un atleta in più sul podio e una posizione guadagnata nel medagliere rispetto a PyeongChang. Si tratta di un risultato molto importante, soprattutto in considerazione del livello tecnico e agonistico che abbiamo visto nelle competizioni e tenendo presente la partecipazione di tanti giovani, molti di loro esordienti, nella Squadra azzurra”. La coppia Bertagnolli/Ravelli – che ha portato all’Italia 4 medaglie, due ori e due argenti – ha compiuto per Pancalli una vera impresa: “Hanno dimostrato di essere degli autentici fuoriclasse e confermandosi al vertice dello sci alpino paralimpico”. René De Silvestro, che nello sci alpino sitting si è portato a casa due medaglie, un bronzo e un argento, “ha gareggiato con determinazione e maturità dimostrando di essere uno degli atleti più forti al mondo”. Infine, Giuseppe Romele, bronzo nella middle distance di sci nordico, “un atleta immenso e un ragazzo straordinario”.

"Queste Paralimpiadi – ragiona Pancalli - ci consegnano tante certezze, tante conferme ma anche tante indicazioni su quello che c’è da fare per il futuro. Ci attende la grande sfida di Milano Cortina che vogliamo vivere da protagonisti. Abbiamo una squadra di giovanissimi, tanti poco più che ventenni. Recuperiamo anche una presenza femminile che mi auguro possa diventare sempre più consistente. Ci proiettiamo verso Milano Cortina con l’auspicio che possano venir fuori tanti giovani campioni, non solo nello sci alpino, ma in tutte le discipline invernali. Giovani che magari potranno rafforzare quelle discipline che hanno ben figurato come lo sci nordico, il para Ice hockey e lo snowboard e anche le altre che non hanno ottenuto la qualificazione".

"Colgo l'occasione – afferma il presidente del Cip - per esprimere le mie congratulazioni alla FISIP e alla FISG, a partire dai Presidenti Tiziana Nasi e Andrea Gios, per i risultati ottenuti e per l'ottimo lavoro di preparazione svolto. Un ringraziamento va anche al Capo Missione Juri Stara, a tutti gli staff, al personale medico e a tutti coloro che hanno lavorato per mettere le atlete e gli atleti nelle condizioni di gareggiare al meglio. Ai ragazzi e alle ragazze di questa spedizione voglio dire: sono fiero di voi, sono orgoglioso di quello che avete fatto, sia che siate andati a medaglia sia che non ce l’abbiate fatta. Continuate così, guardate sempre al futuro e non perdetevi mai d’animo. Il vero atleta non è quello che non cade ma quello che ogni volta riesce ad alzarsi e sono sicuro che per il futuro saprete rendere orgoglioso il movimento paralimpico e le vostre federazioni", ha concluso Pancalli.

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