3 ottobre 2017 ore: 16:20
Società

"Quartieri meticci", a Bologna il teatro fa incontrare le culture

Al via i laboratori per italiani e migranti dell’associazione Cantieri meticci. Obiettivo? Fare del teatro un mezzo di inclusione e integrazione sociale. “Il teatro è un connettore, può far incontrare le persone”. Parata multiculturale in programma il 4 ottobre
"Quartieri meticci" Bologna teatro

BOLOGNA - La cultura di un Paese, e più precisamente il suo teatro, la sua danza, la sua letteratura e la sua poesia, è una semplice testimonianza della sua identità o può essere il punto di partenza per una società multiculturale, inclusiva e aperta? Sulla questione non ha dubbi Cantieri meticci, associazione che dal 2004 è attiva nel capoluogo emiliano per promuovere il teatro, la danza e tutte le produzioni artistiche e culturali come strumento per integrare migranti e richiedenti asilo. Obiettivo finale una società meticcia, in cui la cultura d’origine si fonda con altre culture e tradizioni arrivate da lontano. È per questo che da 3 anni Cantieri meticci organizza annualmente “Quartieri teatrali”, una serie di laboratori teatrali aperti sia alla cittadinanza sia ai richiedenti asilo delle varie strutture d’accoglienza di Bologna e della provincia: non solo prove in vista di una rappresentazione finale, ma momenti di incontro, scambio e insegnamento reciproco. “Il teatro è un connettore – spiegano da Cantieri meticci – permette di mettere insieme e far incontrare le persone”. I laboratori teatrali prenderanno il via il prossimo novembre, per concludersi in maggio con gli spettacoli realizzati dai partecipanti sotto la supervisione degli operatori dell’associazione.

Fare teatro in un modo lontano dalle accademie e perfino dai teatri stessi, più vicino ai cittadini di Bologna e ai migranti e ai richiedenti asilo che la città ospita: questo è il modo di creare integrazione che Cantieri meticci ha deciso di seguire. Prima un unico laboratorio, poi sempre a crescere di partecipanti fino ad arrivare ai 12 di oggi, che l’anno scorso hanno visto partecipare circa 150 persone. Lo stesso numero è atteso anche quest’anno, secondo l’associazione, per le attività in partenza il prossimo mese. Nessuno di questi laboratori si terrà in un teatro propriamente detto, ma in biblioteche, parrocchie e centri culturali di 4 quartieri di Bologna. Ma in che modo il teatro può diventare integrazione? “Prima di tutto imparare a memoria brani tratti da un testo teatrale, poetico o letterario aiuta i migranti e i richiedenti asilo ad apprendere la lingua. Ci hanno riferito che a volte li citano nella vita quotidiana – affermano dall’associazione – poi l’improvvisazione non è altro che una messinscena della vita di tutti i giorni e può essere una palestra di meticciato, socialità e amicizia”. Anche la dimensione personale nel rapporto tra italiani e migranti è curata nei laboratori di Cantieri meticci: durante il laboratorio ogni partecipante italiano viene affiancato a un partecipante straniero, in modo da prendersi più da vicino la responsabilità dell’insegnamento della lingua e da rafforzare i legami personali all’interno di ogni gruppo. In attesa della partenza dei laboratori, Cantieri meticci ha attivato una serie di incontri di poesia e di laboratori coreografici con i migranti ospitati nelle strutture di accoglienza di Bologna (Villa Aldini, Cabrini, Villa Pallavicini) e della provincia (Bazzano, Crespellano), visitate a turno una volta la settimana per tre settimane ciascuna con l’obiettivo di far conoscere l’iniziativa e di fare da preludio a Quartieri teatrali.

Ma l’anteprima vera e propria sarà mercoledì 4 ottobre con “Mettici al centro – Una danza poetica meticcia per le vie di Bologna”, una vera e propria parata che attraverserà il centro storico del capoluogo bolognese a partire dalle 16, in cui chi parteciperà darà il suo contributo con la recitazione, con la danza o con la poesia. “Gli incontri che abbiamo fatto nelle strutture di accoglienza sono serviti anche a prepararsi alla parata – spiegano gli operatori – ma abbiamo in programma dei laboratori che si terranno la mattina del giorno stesso per chi non è venuto agli altri incontri”. Anche per la performance, gli obiettivi sono gli stessi che Cantieri meticci persegue da 13 anni: dare voce a chi ha poche occasioni per farla sentire e dimostrare che una società aperta, accogliente e in cui c’è spazio per tutti è possibile. (Simone Lippi Bruni)

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