10 giugno 2019 ore: 11:31
Giustizia

Teatro in carcere: firmato il nuovo protocollo

In continua ascesa il numero degli eventi, degli istituti di pena e delle regioni italiane che ogni anno partecipano alla Giornata nazionale. Vito Minoia, presidente del Coordinamento nazionale: “Un lavoro importante che va salvaguardato”

ROMA – E’ stato firmato nei giorni scorsi, nella sede del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il nuovo protocollo d’intesa sulle attività teatrali in carcere tra ministero della Giustizia – Dap, Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, Coordinamento nazionale teatro in carcere e Università degli Studi Roma Tre Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo. Dal monitoraggio effettuato nel corso del 2018 dalla Direzione generale detenuti e trattamento, sono stati registrati nelle carceri italiane 146 laboratori teatrali, mentre presso 70 istituti l’esperienza dei palcoscenici rinchiusi è stata affiancata da altre attività di supporto da parte degli operatori del trattamento.

In 132 casi gli operatori hanno segnalato che l’esperienza del laboratorio teatrale ha inciso positivamente sul "clima" generale dell’Istituto. Mentre resta il segno positivo nel bilancio delle attività messe in scena in occasione della sesta Giornata nazionale del teatro in carcere che quest’anno ha visto nella casa circondariale di Villa Fastiggi, a Pesaro, lo svolgimento della cerimonia inaugurale della 57ma Giornata mondiale del Teatro promossa dall’Iti-Unesco. Sono 103 gli eventi registrati dalla Giornata nazionale, che hanno coinvolto 64 istituti penitenziari (lo scorso anno erano 58) e 16 Regioni italiane, con la partecipazione di altre 66 istituzioni tra università, scuole, Uffici di esecuzione penale esterna, teatri, enti locali.

“Dai dati raccolti – spiega il presidente del Coordinamento nazionale, Vito Minoia - appare evidente che il Teatro in carcere rappresenta una pratica educativo/formativa non tradizionale che aiuta la riscoperta delle capacità e delle sensibilità personali ma anche una modalità di espressione positiva di emozioni negative, aspetto quest’ultimo particolarmente importante nelle situazioni di detenzione, dove i processi emotivi e relazionali risultano fortemente influenzati dalle caratteristiche del contesto”. Le iniziative che si sono svolte dal 2015 (data della firma del primo protocollo) ad oggi sono state sostenute anche dal Ministero dei Beni e Attività Culturali (MiBAC - Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo), nell’ambito del Progetto Nazionale di Teatro in Carcere “Destini Incrociati”.

“Il Coordinamento nazionale teatro in carcere – si legge nel protocollo - ha manifestato il proprio interesse a collaborare, senza alcun onere a carico del Dap e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, all’attività di studio e ricerca e ha promosso  azioni di supporto alle attività teatrali in carcere, negli Istituti per i Minorenni e nell’ambito dei progetti rivolti ai minori e ai giovani adulti dell’area penale esterna, con l’obiettivo di promuovere, sensibilizzare e realizzare interventi di socializzazione di tipo culturale, arricchendo i processi di conoscenza delle persone detenute e di quelle sottoposte ai provvedimenti dell’Autorità giudiziaria minorile nell’ambito della socialità, della formazione, dell’educazione e della cultura”.

“Nella continuità del rapporto istituito dal 2013 con il Dap e avviato dal 2014 con l'Università RomaTre e dal 2017 con il Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità – conclude Vito Minoia -, rilanciamo per i prossimi tre anni un’intesa forte e consapevole: quella degli operatori del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere e dei rappresentanti istituzionali che fortemente credono nella forza emancipativa della cultura per la realizzazione della persona. Sono sempre più convinto che il teatro, e in particolare il teatro in carcere, costituisca un valore per la democrazia e la libertà delle coscienze degli uomini, a qualsiasi comunità appartengano. Stiamo sviluppando un lavoro importante e necessario che va salvaguardato nei suoi esiti positivi (in Italia sono ormai una ventina le esperienze-guida attive da oltre due decenni con poetiche ed esiti scenici differenziati) e promosso ulteriormente a livello nazionale e internazionale”. (Teresa Valiani)