Salute

Vaccino, Firenze mette a disposizione i musei per la somministrazione

A Firenze ci si potrebbe vaccinare anche nei musei. Non solo nelle scuole o nei palazzetti delle sport. Più che una suggestione una vera proposta

FIRENZE - A Firenze ci si potrebbe vaccinare anche nei musei. Non solo nelle scuole o nei palazzetti delle sport. Più che una suggestione una vera proposta che, a quanto rivelato dall'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi, dovrebbe entrare nella mappatura che Palazzo Vecchio sta mettendo a punto per la fase due.

"Nei prossimi mesi dovremo ripensare le istituzioni culturali, musei in primis: devono avere un approccio circolare, devono cambiare pelle e mettersi a disposizione della società. Lo abbiamo fatto per esempio aprendo il teatro della Pergola alla scuola, lo faremo mettendo a disposizione i musei civici per le vaccinazioni, se necessario. I musei devono sempre più essere parte della nostra vita, della nostra educazione, della nostra società", sottolinea intervenendo al convegno online 'More museum. Il futuro dei musei tra crisi e rinascita, cambiamento e nuovi scenari', organizzato dal Comune.

L'assessore, quindi, si sofferma sulla possibile ripartenza dei musei nelle regioni in fascia gialla. "Ringraziamo il ministro Franceschini per il supporto che ha sempre dato in questo anno molto difficile. La notizia ci riempie di gioia. Siamo pronti a farlo già da lunedì prossimo: non vogliamo perdere nemmeno un minuto e anche se sappiamo che ci saranno sacrifici economici da fare crediamo che sia un segnale di speranza importante".

Anche il sindaco Dario Nardella ha preso parte ai lavori del convegno. "La cultura deve essere una leva per una nuova ripartenza, la base di un'intera progettualità che abbia a cuore un nuovo modello di sviluppo umano reso urgente dall'incrinarsi del mondo come l'abbiamo conosciuto". In questo senso, "dobbiamo proporre un nuovo modello di fruizione museale, abituare di nuovo il pubblico a una visione di un'opera d'arte dal vivo, non mediata da uno schermo, far convivere la materialità, la fisicità anche sinestetica delle sale espositive con l'immediatezza, la pervasività, la potenzialità della rete e della transizione digitale inarrestabile".

E questo "vale non solo per i musei, ma per tutti gli ambiti culturali, dal teatro al cinema, dai concerti agli spettacoli. Non vediamo l'ora, naturalmente, di poter di nuovo assistere a una qualsiasi forma d'arte dal vivo, ma l'apprezzeremmo come 12 mesi fa oppure dovremmo misurarci con un cambiamento in atto di cui ancora non possiamo comprendere appieno la portata?". (DIRE)

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