5 ottobre 2020 ore: 14:21
Non profit

“Informali” e solidali: un premio per i volontari del lockdown

I Csv di Cosenza e di Foggia hanno assegnato un riconoscimento a chi durante l’emergenza sanitaria ha scelto di fare volontariato, spesso individualmente e per la prima volta. Tra i premiati un ristoratore che ha trasformato il suo locale in un banco alimentare
volontari cosenza

Ritrovarsi inaspettatamente a condividere una stessa situazione, così come avvenuto nei mesi del lockdown provocato dall’emergenza Coronavirus, ha avuto tra le sue conseguenze più positive una forte spinta alla solidarietà. Come emerge anche nel report di CSVnet “Il volontariato e la pandemia” sono state migliaia le persone che in tutto il paese hanno offerto il proprio aiuto, impegnandosi, spesso per la prima volta, in attività di volontariato. In questi casi, i Csv hanno svolto un ruolo fondamentale, riuscendo a convogliare questa voglia di fare volontariato in iniziative concrete, spesso create ad hoc, ma anche già presenti e ben consolidate sui territori.

Oggi che la fase acuta della crisi è passata, alcuni Centri di servizio stanno dando un riconoscimento tangibile alle persone che si sono messe in gioco, anche allo scopo di non disperdere questa nuova linfa.

A Cosenza, ad esempio, durante il lockdown solo per confezionare più di 4 mila pacchi alimentari sono state donate 1.050 ore di volontariato. Alla vigilia del Giorno del dono, Csv e Comune hanno ringraziato in una cerimonia pubblica i 108 volontari protagonisti di questa grande azione solidale. Di questi 77 appartengono a 12 associazioni della città, mentre 31 sono i cosiddetti “volontari informali”, cittadini attivi che in molti casi hanno deciso di entrare nel mondo del volontariato proprio durante la crisi sanitaria. Di questi nuovi volontari, in 20 si sono inoltre resi disponibili ad essere contattati dal Csv, in base alle esigenze, per far parte di altre esperienze di solidarietà. La direttrice del Csv Mariacarla Coscarella ha ricordato che il Centro di servizio “ha attivato uno sportello di orientamento al volontariato per i cittadini e sta costruendo percorsi che possano favorire il contributo di ciascuno alla crescita della comunità”.

A Foggia, invece, in occasione dell’evento “Riformarsi e innovarsi per il sociale” organizzato dal Csv nell’ambito del bando “Puglia Capitale Sociale 2.0” finanziato dalla Regione, sono stati premiati i vincitori dell’avviso “Volontariato informale”, cittadini e gruppi che si sono distinti per azioni e comportamenti virtuosi, con particolare attenzione a quanto fatto durante l’emergenza. Sono stati assegnati tre premi e sei menzioni speciali. I premi consistevano in “gettoni di volontariato”, da utilizzare per implementare le attività di volontariato già avviate.

Ad esempio Mohamed Diuf (residente presso Casa Sankara a San Severo), terzo classificato dei premiati, ha cucito mascherine in stile africano per i residenti della struttura e non solo; Stefania D'Agrippino e Anna Maria Iacobelli, seconde classificate, hanno confezionato, insieme ad un gruppo di donne, 5 mila mascherine e promosso una raccolta fondi i cui proventi sono stati donati al policlinico Riuniti di Foggia. Il primo premio è andato a Matteo Florio, titolare di un ristorante a San Nicandro Garganico, che a marzo ha chiuso il proprio locale trasformandolo in banco alimentare per le persone bisognose e donando il bonus di 600 euro destinato alle partite iva per l’acquisto di derrate consegnate all’Avers, che gestiva il Centro operativo comunale. A ricevere le menzioni speciali sono stati, tra gli altri, Antonio Ianzano di San Marco in Lamis, infermiere, che ha dedicato il proprio tempo libero alla pulizia di un’area verde, ha realizzato un mosaico su un muro ripulito e ha donato mascherine cucite a mano alla protezione civile; il gruppo La locanda dei ragazzi di Foggia ha fornito invece assistenza in videoconferenza durante lockdown a giovani soli, a rischio dipendenza da internet, con problemi di ansia e disabilità.

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