6 aprile 2021 ore: 10:24
Non profit

Torino, niente Imu per chi concede locali al volontariato

Il capoluogo piemontese è il primo comune italiano ad avvalersi della possibilità, riservata ai proprietari che offrono spazi in comodato d’uso alle organizzazioni di volontariato. Magliano: “Un cambio di mentalità in senso solidale”
Terzo settore, volontariato, mani fatte con persone - SITO NUOVO

È stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Torino la modifica al Regolamento Imu che prevede l’esenzione dell’imposta per chi (cittadini o aziende) dà in comodato d’uso un immobile a una o più organizzazioni di volontariato (Odv) con contratto registrato della durata pluriennale. Questa opportunità, nata su proposta del consigliere dei Moderati Silvio Magliano (ex presidente del Centro di servizio per il volontariato del capoluogo piemontese), è garantita ai comuni dalla legge di Bilancio 2019; Torino diventa la prima città in Italia ad avvalersene

L’emendamento che modifica il Regolamento Imu interessa 423 Odv con sede legale a Torino e iscritte all'albo regionale, nelle more dell'istituzione del Registro unico nazionale del terzo settore. La platea è infatti limitata, in questa prima fase sperimentale, alle sole Odv; restano esclusi dalla misura i beni di lusso o di proprietà di uno dei soci o di legali rappresentanti dell'ente comodatario. L'immobile potrà essere utilizzato soltanto per scopi istituzionali e statutari dei comodatari, per le attività di cui al decreto legge n. 504 del 30 dicembre 1992 (art. 7, c. 1, l. i).

“È un grande risultato, un punto di svolta che segna un cambio di mentalità in senso solidale nei regolamenti della città di Torino, - ha commentato Magliano. - Con questo provvedimento trovano un punto di incontro la necessità di tante Odv alla ricerca di spazi e di tanti soggetti proprietari di locali sfitti (sui quali, tuttavia, pagano l’Imu) a causa della crisi o delle condizioni avverse del mercato. Traggono un vantaggio evidente anche la città e i torinesi, dal momento che tanti luoghi attualmente abbandonati, magari in qualche quartiere di cosiddetta periferia, potranno rinascere a nuova vita”. (Giovanni Teolis)
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