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Sport, per il 40% dei giovani romani è un lusso. Crisi determinante

Indagine su 400 ragazzi, medici e familiari. Chi ha più facile accesso alle discipline sportive ha alle spalle una famiglia con un reddito che va dai 25 mila ai 50 mila euro l’anno. Il 13% di chi fa sport è straniero. "Discriminazione sociale"

11 agosto 2015

- ROMA - In occasione del periodo estivo sono molte le famiglie che non possono permettersi una vacanza. Nasce così la necessità di trovare, specialmente per le coppie che lavorano, un’attività da far svolgere ai propri figli. Non tutti però possono permettersi di accedere allo sport se non con grandi sacrifici economici. A Roma per il 40% dei giovani l’offerta sportiva risulta troppo costosa. Tra i fattori determinati per chi invece accede alla pratica sportiva risultano: un alto reddito famigliare (32,8%) e la vicinanza degli impianti (84%). I giovani che possono avere un più facile accesso alle discipline sportive a Roma sono quelli con alle spalle una famiglia con un reddito che va dai 25 mila ai 50 mila euro all’anno. E’ questo il dato emerso dal progetto "Impariamo a stare bene. Screening sugli stili di vita e capacità motorie nella scuola" realizzato dall’Us Acli Roma, Asdrc La Biglia e l’Università degli studi di Roma di Tor Vergata su un campione di 400 ragazzi delle scuole medie inferiori dell’Istituto Comprensivo Salvatore Pincherle grazie a due cicli di test fisici Eurofit (European Test of Physical Fitness) e al sostegno di un team di 10 valutatori.  L’indagine è anche il frutto dei dati raccolti con la somministrazione di questionari su tale argomento a 51 medici dell’Unione Nazionale Pediatri, 13 dell’Asl Roma/C, 38 di altre Asl della provincia di Roma e a 148 genitori dei ragazzi coinvolti.

Secondo l’indagine rimane in ogni modo elevato il numero di giovani studenti che praticano sport nella Capitale (80%) di questi l’87% sono italiani e 13% di stranieri. Il 56% sono maschi, mentre il 42% ha 12 anni, il 27,5% ne ha 13, il 26,3% quattordici.  Gli sport piu’ praticati sono: il calcio (18,3%), il nuoto (11,7%) e la pallavolo (10,8%). Seguiti da danza (5,4%), tennis (5%), pattinaggio (3,8%), Rugby (21,1%), ginnastica artistica (1,7%) equitazione (1,3%), kickbox (1,3%), palestra (0,8%), scherma (0,8%), viet wodao (0,4%), ginnastica ritmica (0,4%), karate (0,4%) beach volley (0,4%).

"Dall’indagine - dichiara Andrea Basadonne, presidente Asdrc La Biglia - è emerso chiaramente come l’elevato costo dell’attività sportiva condizioni le famiglie. Sempre più genitori, infatti, rinunciano a far praticare sport ai propri figli per problemi economici. Per quelli che riescono a praticarlo, invece, vanno in secondo piano nella scelta la qualità degli impianti e del servizio offerto. Ciò crea un discriminazione sociale nella nostra città. Proprio per questo abbiamo voluto fare un’indagine per approfondire meglio questo fenomeno.". "Nel corso degli anni- dichiara Luca Serangeli, presidente Us Acli Roma- lavorando con i ragazzi delle periferie romane ci siamo resi conto come lo sport e’ a tutti gli effetti uno strumento formativo e d’inclusione sociale. A volte basta un pallone per evitare che i ragazzi passino il loro tempo tutto il giorno davanti ai videogames o nel peggiore dei casi si avvicinino alle droghe e all’alcol. Per questo cerchiamo attraverso il nostro lavoro quotidiano di offrire la pratica sportiva anche a chi non può permettersela. E’ fondamentale però che istituzioni, mondo dell’associazionismo e le famiglie dialoghino e collaborino per rendere lo sport veramente accessibile a tutti nella nostra città", conclude l’Us Acli Roma. (DIRE)

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Tag: Discriminazione

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