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Paralimpiadi Rio 2016, 11 gli atleti in partenza dall’Emilia-Romagna

Gli uomini sono 7, le donne 4. La delegazione più numerosa è quella di Bologna, seguita da Ferrara e Reggio Emilia. La presidente del Cip Emilia-Romagna Melissa Milani: “Atleti veri che dimostrano ogni giorno che non ci sono limiti”

26 luglio 2016

BOLOGNA - Dalla A di Azzolini alla Z di Zanardi, sono 11 gli atleti con disabilità dell’Emilia-Romagna che dal 7 al 18 settembre parteciperanno alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Gli uomini sono 7, le donne 4. Il più giovane ha appena 17 anni, il più grande ne compirà 50 a ottobre. La delegazione più numerosa per provincia di nascita è quella di Bologna (4 atleti), seguita da Ferrara e Reggio Emilia (2). Un atleta anche dalle province di Modena, Parma e Rimini. Nuoto e tiro con l’arco le discipline più rappresentate (2 atleti per ognuna).

“Un grande in bocca al lupo ai nostri fuoriclasse che ci rappresenteranno a Rio – dice Melissa Milani, presidente del Comitato paralimpico Emilia-Romagna –. Sono sportivi veri, che ogni giorno dimostrano con il loro sudore che non ci sono limiti”. L’Emilia-Romagna è tra le prime 3 regioni in Italia per numero di atleti che andranno alle Paralimpiadi. “Ma per quanto ci riguarda – continua– con il prossimo mandato paralimpico ci impegneremo ad aumentare la presenza dalla Romagna, potenziando i servizi e le strutture per dare maggiori opportunità agli atleti del territorio”.

Grazie alla collaborazione tra il Distretto 108 Tb del Lions Club e il Cip Emilia-Romagna, gli atleti riceveranno un contributo che servirà a coprire parte delle spese della trasferta a Rio de Janeiro. Un rapporto che non si interromperà con l’avventura olimpica: è in previsione un progetto che vedrà lavorare insieme sul territorio regionale Lions Club, Cip Emilia-Romagna e atleti paralimpici per promuovere lo sport per tutti nelle scuole. “Superare le difficoltà attraverso l’impegno, la tenacia, la determinazione fa parte dei valori Lions – dichiara Giorgio Beltrami, governatore del Distretto 108 Tb – e non potevamo trovare testimonial migliori di loro per incarnarli”.

Gli atleti. Veterano in partenza per Rio, l’arciere reggiano Fabio Azzolini (classe 1969), su sedia a ruote dal 1993 dopo un incidente in auto. Ha già partecipato alle Paralimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012. La modenese Cecilia Camellini (1992) è una delle stelle mondiali del nuoto paralimpico. Non vedente dalla nascita, ha partecipato alle Paralimpiadi di Pechino del 2008 (due medaglie d’argento) e di Londra del 2012 (due ori e due bronzi). Detiene 2 record del mondo, 3 europei, 6 italiani in vasca lunga e 5 in vasca corta. È reggiano anche Massimo “Mally” Croci (1972), alle sue prime Paralimpiadi: gareggerà nel tiro a segno. Dal 2011 è stato otto volte campione italiano. È disabile a causa di un incidente in motocicletta: un’aranciata ghiacciata gli ha provocato una congestione che gli ha fatto perdere il controllo. Alla sua prima partecipazione anche Giulia Ghiretti, nuotatrice di Parma del 1994. La sua specialità sono i 100 metri rana, in cui ha vinto un argento ai Campionati mondiali di Glasgow nel 2015. Da giovanissima ha praticato la ginnastica artistica: nel 2010 è stata proprio una brutta caduta in allenamento dal trampolino elastico che le ha causato una lesione alla colonna vertebrale. Il più giovane della delegazione emiliano-romagnola è lo schermidore Emanuele Lambertini: nato nel 1999 a Cento (FE), pratica scherma da quando aveva 10 anni. A Rio de Janeiro gareggerà nelle prove di fioretto, individuale e a squadre. Il suo motto: “Che la forza sia con te”. Luca Lunghi, invece, è nato a Ferrara nel 1975 ed è un vogatore del Cus Ferrara. È ‘Lunghi’ di nome e di fatto: è alto 197 centimetri per 95 chili di muscoli. Ingegnere in una multinazionale, ha una disabilità congenita a un braccio. Passando alla canoa, il bolognese Federico Mancarella: classe 1992, una laurea in Economia, è nato con la spina bifida. La sua specialità è lo sprint e nel 2016 ha conquistato due titoli nazionali nei 200 e nei 500 metri e un argento agli Europei di Mosca. Bolognese anche Fabian Mazzei (1973), numero 1 italiano del tennis in carrozzina dal 1999 a oggi. Paraplegico dal 1994 per una caduta durante una gara amatoriale di sci, è uno dei due veterani della Paralimpiadi: con la prossima di Rio, infatti, sono 5, la prima a Sidney nel 2000. Nata a Cattolica nel 1986, ma a Bologna da una decina di anni, dove ha studiato, vive e lavora, l’arciere Eleonora Sarti è attualmente prima nel ranking mondiale di para archery. Nel 2015 ha vinto il Campionato mondiale ed è stata anche convocata dalla Nazionale “normo”. Fino al 2013 è stata azzurra di basket in carrozzina. Ha malformazioni congenite a mano destra, gamba sinistra e piedi: “Il tiro con l’arco è l’unico sport che disabili e normodotati possono fare insieme”. L’amazzone bolognese Silvia Veratti (1973) è l’altra veterana delle Paralimpiadi insieme con Fabian Mazzei, avendo debuttato anche lei a Sidney nel 2000. Fa equitazione da quando aveva 15 anni. Dal 1997, dopo un incidente a cavallo che l’ha resa paraplegica, passa al paradressage, utilizzando una sella di sua invenzione. Ultimo in ordine alfabetico è Alex Zanardi. Nato a Bologna nel 1966, tra le altre, tantissime cose, è un paraciclista. Alle Paralimpiadi di Londra del 2012 ha vinto 2 ori individuali e 1 argento nella staffetta. Nel 2014 ha partecipato all’Ironman alle Hawaii, percorrendo 3,8 km a nuoto, 180 km con la handbike e 42 km (la distanza della maratona) con la carrozzina olimpica. 

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Tag: Paralimpiadi, Rio 2016

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